domenica 28 dicembre 2008

FUOCHI DI ARTIFICIO DI DICEMBRE: ANCORA SPRITES SULL'ITALIA

Avevamo appena ricevuto la notizia della lunga serie di sprites catturati dall'astrofilo ferrarese Ferruccio Zanotti (appena successiva agli sprites di Diego Valeri), con una stazione mobile in Sardegna durante un monitoraggio di meteore il 12 e 13 dicembre 2008:

http://ciph-soso.blogspot.com/2008/12/sprites-dalla-sardegna_22.html


Poco tempo dopo, il comitato CIPH veniva contattato da un altro astrofilo, il toscano Nico Montigiani, il quale ci comunicava di aver catturato, abbastanza casualmente, ma subito riconosciuti poiché a conoscenza del nostro lavoro divulgativo, una serie di tre sprites, durante i test della sua telecamera per l'osservazione del cielo, tra il 17 ed il 18 dicembre:

http://ciph-soso.blogspot.com/2008/12/sprites-dalla-toscana.html

[Info Renzo Cabassi; CIPH/Soso]

martedì 16 dicembre 2008

martedì 9 dicembre 2008

SPRITES: UNA RETE ITALIANA DI RILEVAMENTO TLE

Lo scorso 4 novembre 2008 la stazione automatica SOSO-Idice di San Lazzaro di Savena (BO) ha registrato due diversi eventi sprites parzialmente avvenuti all'interno del field of view della videocamera fra le 20h24m e le le 20h35m UT (21h24m e 21h35m TMEC):

http://ciph-soso.blogspot.com/2008/11/sprites-del-4-novembre-2008.html


Il 30 novembre 2008 a stagione già avanzata SOSO riprendeva altri fenomeni sprites:

http://ciph-soso.blogspot.com/2008/12/sprites-del-30-novembre.html


Per la prima volta, il 26 novembre 2008 Diego Valeri (ITA.TOR per la ricerca sui tornadi e le celle temporalesche) , aveva catturato i suoi primi sprites (2), dopo lunghi tentativi.
Da questo momento il CIPH/SOSO non è più solo ad aver catturato TLE dal territorio italiano, da Rieti vicino a Roma:
Il primo rapporto preliminare figura al link:
http://ciph-soso.blogspot.com/2008/11/sprites-dallitalia-centrale.html

Ma non è tutto; l'11 novembre 2008 Ferruccio Zanotti, ricercatore e astrofilo che da tempo collabora con il CIPH (vedi anche luci di Hessdalen) riesce finalmente a catturare i suoi primi sprites (seguiranno notizie dettagliate al più presto su ciph-soso.blogspot.com).

Si tratta di un enorme successo nato nel giro di poco più di un anno, e della disponibilità di una rete da tempo auspicata dal CIPH. E' prevedibile che questa rete per il rilevamento di Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera, presto si allargherà creando un ampio monitoraggio del cielo di notevole interesse scientifico.

Siamo passati in pochissimo tempo, con l'esperienza del progetto SOSO di Massimo Silvestri, dalla semplice raccolta di dati, alla stesura di report e, infine, alla elaborazione di dati.
Grazie a Diego Valeri, per gli ultimi sprite (e grazie al fisico Albino Carbognani, per bolidi,) abbiamo anche una analisi di base che almeno ci permette una sistemazione degli eventi FLTA nello spazio e nel tempo di una certa utilita' per la comprensione di questi fenomeni.

[info Renzo Cabassi e Roberto Labanti; CIPH]

mercoledì 3 dicembre 2008

23 novembre 2008. SCUOLA, RICERCA, SPRITES: FENOMENI PRECARI

Siamo in un momento in cui l'istruzione pubblica e la ricerca scientifica stanno subendo una serie di tagli economici a causa di quella che considero la visione più miope di questo terzo governo Berlusconi: si tratta di precarizzare non solo il presente ma anche il nostro futuro e le possibilità di rilancio e di sviluppo, negli anni a venire.
Una scuola pubblica ed una ricerca che funzionino bene sono le sole cose che possono garantirci che le future generazioni risolveranno i problemi che le nostre attuali, al governo delle faccende pubbliche e private, hanno prodotto.
Purtroppo ci siamo convinti che un grembiulino, un voto in condotta, ed una maestra unica (soluzioni che tanto piacciono alla stragrande maggioranza degli italiani) risolveranno di colpo la nostra crisi culturale (perché di tale crisi si tratta prima ancora che economica).
Ricordo abbastanza bene le proteste studentesche del 1968/69 per non averne alcun rimpianto, ma anche per poter fare la differenza con le attuali.
Queste proteste di oggi tutto sono tranne un inno nostalgico all'ideologia comunista che secondo il nostro primo ministro si annida dovunque.
Le attuali proteste sono "liberal", rivendicano un individualismo positivo ed una uguaglianza non appiattita, ma piuttosto una vera uguaglianza ai posti di partenza: diritto di studio a chi ha meriti e non solo a chi può permettersi scuole private.
Quanto alla ricerca, questa sì che è una rivendicazione di "italianità" (altro che Alitalia compagnia di bandiera), ovvero di ricercatori che possano svolgere il loro lavoro, nel proprio Paese e per il bene stesso del Paese.
Tutto questo lungo prologo per dirvi della lezione in piazza del ricercatore Enrico Arnone (della rete scientifica EUROSPRITE), tenutasi la settimana scorsa in piazza 8 Agosto, la celebre piazza bolognese seconda solo a Piazza Maggiore, e mitico luogo del mercato settimanale della Piazzola.
Questo giovane ricercatore, da due anni nuovamente in Italia, lavora attualmente al dipartimento di Chimica dell'Università di Bologna e fa parte del team che sta producendo importanti lavori nel campo della chimica degli eventi sprite:

http://www.agu.org/pubs/crossref/2008/2007GL031791.shtml

Il suo seminario all'aria aperta ha ripercorso quanto già pubblicato in:

http://www.fisica.unipg.it/gallino70/Arnone.ppt

(con l'aggiunta delle nostre recenti registrazioni, realizzate da SOSO il 12 settembre ed il 4 novembre).
Il suo discorso si è concluso con un invito a considerare, da parte degli studenti, la possibilità di produrre tesi su questi argomenti.

Un po’ di aria pulita, che fa ben sperare per il futuro di queste ricerche scientifiche solo in apparenza meno importanti di altre, e che sembrano così lontane dal nostro quotidiano...



[Redazione Nico Conti; info Renzo Cabassi]

giovedì 13 novembre 2008

4 novembre 2008: NUOVI SPRITES CATTURATI DA SOSO

Due eventi Sprites sono stati catturati da SOSO (sull'Adriatico a circa 150 km) la sera del 4 novembre 2008; vedi link:

http://ciph-soso.blogspot.com/2008/11/sprites-del-4-novembre-2008.html

Nello stesso giorno due ore e mezzo dopo gli eventi registrati da SOSO, a Vornhusen
dalla Svizzera verso sud si sono avute le seguenti registrazioni:
http://www.meteoros.de/php/viewtopic.php?t=6467
con anche un'immagine a colori.

[Info Renzo Cabassi e Roberto Labanti; CIPH/SOSO]




lunedì 3 novembre 2008

11 NOVEMBRE San Martino (e il globo di fuoco)

(Tratto da: "La vie de Saint-Martin* par Sulpice Sévère")

"Messa di San Martino con il globo di fuoco.
Martino si recò in chiesa. In quel momento gli venne incontro un pover'uomo, che era mezzo nudo, e siccome era inverno gli chiese un indumento. Allora il vescovo chiamò l'arcidiacono, e gli ordinò di fare vestire quell'infelice che tremava dal freddo. Poi entrò nella sacrestia dove era solito ritirarsi in solitudine. In effetti, anche in chiesa, faceva in modo di organizzare questi momenti di solitudine, lasciando ogni libertà ai sacerdoti. I preti sedevano in un'altra sacrestia, dove ricevevano visite, o erano occupati a dare udienza; Martino, al contrario, fino all'ora fissata secondo abitudine per la messa, restava da solo. Quel giorno la solitudine del felice Martino fu turbata. Il povero in questione, vedendo che l'arcidiacono tardava a dargli una tunica, fece irruzione nella sacrestia, lamentandosi di essere stato dimenticato dal prete, piangendo e gridando che aveva freddo. Subito il santo, senza essere visto dal mendicante, e nascondendosi, scostò il suo saio e dal di sotto tirò la sua tunica, e quindi coprì il povero congedandosi da lui. Poco dopo arrivò l'arcidiacono: secondo le abitudini, avvertì il vescovo che la gente aspettava in chiesa, e che era giunto il momento di recarsi sul posto per officiare la messa. In risposta Martino dichiarò che doveva innanzi tutto vestire il povero: non poteva entrare in chiesa fino a quando quel povero non avesse ricevuto i vestiti. L'arcidiacono non capiva: il vescovo sopra era vestito del suo saio, e non si vedeva che sotto era nudo. Finalmente l'arcidianoco si scusò della sua negligenza, affrmando che il povero era scomparso. "Ebbene" disse Martino: "dato che l'abito è pronto, che mi sia portato: riuscirò a trovare il povero da vestire". Allora il prete, costretto ad obbedire, ma alquanto nervoso, corse ad un negozio vicino, ed acquistò un abito di Bigorre per cinque monete d'argento, corto e vellutato e, rientrato, incollerito lo gettò ai piedi di Martino, dicendo: "Ecco l'abito ma il povero non c'è". Il vescovo senza per nulla scomporsi, ordinò all'arcidiacono di aspettare un attimo davanti alla porta. Voleva restare qualche minuto da solo, il tempo di coprire la sua nudità con quel vestito. Fece di tutto per mantenere segreto ciò che aveva fatto. Ma i santi hanno sempre un gran da fare: come possono nascondere qualcosa del genere? Che lo vogliano o meno, tutto finisce per sapersi. Dunque, così vestito Martino, entrò in chiesa, per offrire il sacrificio a Dio. E, quel giorno si produsse un fatto meraviglioso. Mentre il vescovo, seguendo il rito, benediceva il luogo, noi abbiamo visto fuoriuscire un globo di fuoco dalla sua testa, che si alzoò in aria con un irraggiamento luminoso, come una lunghissima capigliatura in fiamme... Questo lo abbiamo visto in un giorno di grande affluenza, in mezzo ad una grande moltitudine di gente, e tuttavia i soli che l'anno visto sono, una delle vergini, uno dei preti, e tre soli tra i monaci. Perchè tutti gli altri non l'hanno visto? impossibile dirlo".

* San Martino (316?-11 novembre 397). Il miracolo del globo di fuoco sarebbe datato 372-375.
(fonte: http://www.basiliquesaintmartin.com/index.php?page=35&lg=1)





















(immagine: http://tourainesereine.hautetfort.com/images/medium_Truyes_9_decembre_2006_056.jpg)


11 novembre. La "festa di S. Martino" o la "festa delle lanterne" in nord europa
In gran parte del nord Europa si festeggia la "Laternen Fest", o "Feast of lanterns", che in Germania è anche detta "Sankt Martins Tag" (Giorno di San Martino): una processione di bambini con lanterne canta inni a San Martino di Tours. La festa ha molte coincidenze con Halloween.
(fonte: http://www.shieldofachilles.net/2007/11/martinstag-or-laternen-fest-feast-of.html; http://www.germansociety.org/event_stmartin.html)

10-11 novembre. La festa di San Martino a Scanno, Aquila, e Le Glorie (falò)
La festa di San Martino è caratterizzata da momenti di spensieratezza e divertimento, e l'Abruzzo si sottrae alla regola. Rumorose compagnie di questua, composte da ragazzi e bambini, la sera della vigilia girano di casa in casa, reggendo un'enorme zucca svuotata e trasformata in lume; allegre brigate improvvisano serenate scherzose all'indirizzo dei mariti infelici e affiatate comitive di amici, con la scusa del vino novello...
(tratto da: http://www.eventiesagre.it/pagine/Eventi/sez/mesi/Abruzzo/AQ/Scanno/intit/rilib/9-0-titolo-DESC.htm99)

[L'11 novembre è il giorno del mio compleanno: San Martino della Tour, ma anche Festa dei Becchi in terra di Romagna dove sono nato (ed anche in altre località)]

martedì 28 ottobre 2008

Ottobre. MISCELLANEA

Immaginario archeologico
Pierre Lagrange partecipa ad un'antologia sociologica dal titolo "Imaginaires Archéologiques", a cura di Claudie Voisinat. Questo lavora tratta della produzione proteiforme che l'archeologia ha influenzato; in tal senso Pierre Lagrange tratta dell'Atlantide, ossia l'archeologia entro vera e falsa scienza.
Sommario
Prefazione
Daniel Fabre e Christian Hottin
L’expérience archéologique, une introduction
Claudie Voisenat
I
Maîtres du passé, maîtres du présent : les propriétaires de sites préhistoriques en habits de notables
Véronique Moulinié
L’abîme au trésor, ou l’or fantôme de Rennes-le-Château
Christiane Amiel
L’archéologie comme affect Les Hétéroclites de la sous-direction de l’Archéologie
Claudie Voisenat
II
Le poète dans la caverne. Georges Bataille à Lascaux
Daniel Fabre
La jeune fille au cœur du vestige
Lucie Desideri
III
Peuples en voie de distinction
Jean-Pierre Chambon
La civilisation pessinoise
Jean-Pierre Pessin
Palimpsestes pessinois.
L’archéologie entre invention et création
Michaël Jasmin
IV
Les controverses sur l’Atlantide (1925-1940).
L’archéologie entre vraie et fausse science
Pierre Lagrange
Du mirage au miracle. L’archéologie comme mythe ethnographique : Les Saô légendaires de Marcel Griaule
Gaetano Ciarcia

[info: Pierre Lagrange]

Venerdì 31 ottobre- sabato 1 novembre 2008. Trance e dissociazione
La Società Italiana per lo Studio degli Stati Alterati di Coscienza, in collaborazione con le Edizioni Sensibili alle Foglie organizza un workshop in memoria di Georges Lapassade, presso Fuoriluogo, Corso Brescia 14 (angolo Via Aosta), Torino.

Questioni naturali, anomalie, ricerca scientifica italiana, e ricercatori precari
Quando parliamo di anomalie e di fenomeni rari che la scienza dovrebbe con la sua pratica integrare all'interno delle nostre conoscenze dovrebbe essere evidente che parliamo di ricerca scientifica, e non di una vaga epistemologia della natura: si parla di come sviluppare ricerca di confine.
Spesso ci si sorprende che l'iter di scientificazione di certi fenomeni, vedi ad esempio i Fulmini Globulari, abbia avuto bisogno di circa 150 anni per poter trovare una comunità scientifica attenta.
Se poi pensiamo alle Luci Sismiche, il ristretto interesse, dopo un centinaio di anni, fa porre una serie di domande circa la lentezza di approccio a certe tematiche del tipo "perché i sismologi mostrano così poco interesse a possibili precursori sismici?".
Gli Sprites dell'alta atmosfera, un fenomeno nuovo, ufficialmente riconosciuto dal 1989, solo nell'ultimo decennio hanno raccolto una rete di ricercatori internazionali attorno alla serie di problemi scientifici che questa famiglia di fenomeni pone.
Poi mi viene da pensare, e perché no, agli ufologi che da 60 anni insistono nella sterile polemica che accusa gli scienziati di non occuparsi di quella enorme massa di testimonianze che va sotto il nome di dossier Ufo.
La gente vede cose strane nel cielo e la scienza le ignora, gli ufologi sollecitano che sia svolto un lavoro standosene però fermi ad attendere che qualcosa succeda; nella migliore delle ipotesi catalogando questi che sono ancora dei non-oggetti.
Questa lentezza di approccio degli scienziati (e non solo la loro) può far ritenere a giusta ragione che non siamo mai stati "moderni", ma che nemmeno siamo mai stati "scientifici" nel nostro modus operandi.
Cosa c'entra la carenza di studio delle anomalie con i giovani (non troppo) ricercatori precari? Forse qualcosa sì.
La ricerca scientifica non è fatta di semplice desiderio di conoscenza, di astratta teoria, di creative ipotesi, etc..
Per essere sviluppata non ha bisogno solo di progetti, di laboratori, di strumenti, di scienziati, etc..
Tutte queste cose hanno bisogno di un contesto culturale, politico, e soprattutto economico che favorisca la scienza come tecnica rispetto a, che ne so, la contemplazione mistica o la filosofia.
Sta di fatto che si devono produrre fatti concreti abbastanza banali per potersi dire di produrre scienza: qualsiasi ricerca ha bisogno di finanziamenti, di vile denaro per la sua nobile causa (così apparentemente astratta).
E, questi finanziamenti alla base di qualsiasi ricerca sono una scelta tra le mille priorità che una collettività si dà nei suoi consumi: investo in laboratori piuttosto che in bocciofile (so che la scelta non è facile!).
Se si vuole scienza e progresso si deve investire in progetti e risorse umane.
Quando analizziamo la disattenzione della scienza rispetto ai nostri fenomeni/anomalie, all'apparenza marginali e non fruitful (quantomeno non immediatamente), dovremmo iniziare a guardare a questo fatto come ad una metafora dello stato dell'arte della ricerca italiana.
Ecco allora che ci accorgiamo che certe impossibilità di fare ricerca (e di mantenerla), hanno fondamenti politici, sociali, contestuali, che non solo rendono impossibili lo studio dei nostri argomenti di interesse, ma rendono impossibile anche la ricerca di lunga durata su qualsiasi argomento scientifico di più immediata utilità (risparmio energetico, salvataggio ecologico, etc.).
Forse è il caso di cominciare a convincerci che verso questi argomenti ai confini della scienza non vi è una censura del potere o un fantomatico complotto, ma un atteggiamento più generale e socialmente più complesso e tacitamente condiviso: questa società che pretende vivere la sua modernità nell'innovazione scientifica e tecnologica, ha per coloro che la dovrebbero produrre innovazione una specie di generalizzato rigetto sociale (da cui la fuga dei cervelli, i ristretti budget alla ricerca, l'inefficienza delle università e della scuola pubblica, la mancanza di strutture, ed infine il precariato dei giovani ricercatori).
La nostra società, in testa quest'ultimo governo in carica a continuare il cattivo esempio, sembra aver predisposto un vero complotto contro (la razionalità ed) il progresso, che a gran voce tutti politici affermano essere il motore del nostro sistema socio-industriale.
Quindi il vero complotto contro le anomalie (ed il motivo perché non sono oggetto di studio) risiede nella anomalia stessa della nostra società (ancor più evidente che in altri paesi) collocata ad un livello molto più ampio: la mancanza di una cultura della ricerca scientifica.
Questa mancanza, che sembra un fatto meramente tecnico, si traduce in una vera e propria mancanza di democrazia; quale società potrà mai essere quella che nel suo insieme considera il precariato nella ricerca come una "flessibilità", un accidente quasi necessario, e considera i suoi giovani scienziati e tecnologi come pedine sacrificabili e senza futuro?

Invece, chissà, un diverso atteggiamento verso la scienza potrebbe produrre da parte di giovani ricercatori messi in campo, e con bassi investimenti, una innovazione scientifica importante, magari inversamente proporzionale ai mezzi impiegati.
Nulla può far escludere che dallo studio del Fulmini Globulari non possa scaturire come risultato una energia nucleare più pulita, o che dalle Luci Sismiche si possano prevedere alla lunga i meccanismi dei terremoti, o infine che dagli Sprites si possa meglio comprendere il clima, etc..
E, perché no dagli Ufo.
[redazione Nico Conti; il link mi è stato inviato da Roberto Farabone]

lunedì 27 ottobre 2008

CAPRA SALTANS

Testo tratto dall'unica opera scientifica superstite di Seneca, le "Questioni Naturali"
"Ora, per venire all'opera che mi sono proposto, ascolta la mia opinione sui fuochi che l'aria spinge trasversalmente. Che essi siano scagliati da una grande forza è dimostrato dal fatto che seguono una traiettoria obliqua e che la loro velocità è travolgente: è evidente che essi non avanzano per moto proprio, ma sono scagliati. Gli aspetti di questi fuochi sono molti e svariati. Aristotele chiama capra una delle loro varietà [Aristoteles quoddam genus horum capram uocat]: se tu mi domandassi perché, risponderei che prima devi dirmi per quale ragione altri siano chiamati capretti; se, invece, come è molto più conveniente, ci saremo messi d'accordo perché nessuno dei due interroghi l'altro su questioni alle quali sa che non è in grado di rispondere, sarà più utile indagare sul fenomeno stesso che non meravigliarsi perché Aristotele ha assegnato il nome di capra a un globo di fuoco [quid ita Aristoteles globum ignis appellauerit capram]. Tale, infatti, fu la forma di quel fuoco che apparve, grande come la luna, quando Paolo conduceva la guerra contro Perseo. Anche noi abbiamo visto più di una volta una fiamma a forma di enorme palla, che tuttavia si è dissolta durante la sua stessa corsa. Abbiamo visto un simile prodigio alla morte del divo Augusto, l'abbiamo visto al tempo in cui fu condannato Seiano; e neppure la morte di Germanico fu priva di tale preannuncio.Tu mi dirai: «Sei, dunque, talmente in preda all'errore da credere che gli dèi inviino dei segni che preannuncino la morte e da pensare che sulla terra ci sia qualcosa di così importante che l'universo debba essere informato della sua morte?». Affronterò tale questione in un altro momento: vedremo allora se ci sia un ordine prestabilito a regolare tutte le cose e se ogni cosa sia così strettamente intrecciata all'altra che ciò che precede sia o causa o presagio degli eventi che seguono; vedremo se gli dèi si prendano cura degli uomini, se la concatenazione stessa dei fatti annunci con determinati segni ciò che avverrà. Per il momento, penso che i fuochi di questo tipo si generino dall'aria compressa con violenza, quando una massa d'aria inclinatasi da un lato non ha ceduto a questo movimento, ma ha lottato contro se stessa: da questo conflitto hanno origine le travi, i globi, le fiaccole e le meteore ardenti [ex hac uexatione nascuntur trabes et globi et faces et ardores]. Ma quando la collisione è stata meno violenta e si è verificato, per così dire, solo uno sfregamento, si originano luci più deboli, e le stelle, volando, traggono dietro a sé una chioma. Allora fuochi molto sottili disegnano e prolungano nel cielo una tenue scia. Perciò, non c'è notte priva di spettacoli di questo genere, poiché non c'è bisogno di grandi movimenti d'aria per produrli. Insomma, per essere breve, questi fenomeni hanno la medesima causa dei fulmini, che però agisce qui con forza minore: come le nubi, se si urtano leggermente, provocheranno dei lampi, ma se il colpo è più violento, dei fulmini, così quanto minore sarà la forza e quanto minore la compressione prodotta, tanto più deboli saranno i fulmini emessi. Aristotele spiega il fenomeno in questo modo: «Il globo terrestre emette corpuscoli numerosi e diversi, alcuni umidi, altri secchi, alcuni caldi, altri atti a prender fuoco». E non c'è da meravigliarsi se le emanazioni della terra sono di ogni genere e diverse, poiché anche in cielo non è tutto di un solo colore, ma il rosso di Sirio è più acceso, quello di Marte più debole, mentre è assente in Giove, il cui splendore arriva alla luce pura. È, dunque, necessario che nella grande quantità di corpuscoli che la terra emette e manda nelle regioni sovrastanti, alcuni giungano fino alle nubi a costituire nutrimento dei fuochi, che possono accendersi non solo in seguito a collisione, ma anche sotto l'azione dei raggi del sole. Infatti, anche presso di noi residui vari sparsi di zolfo prendono fuoco a distanza. Dunque, è verosimile che tale materia ammassata all'interno delle nubi si infiammi facilmente e dia origine a fuochi più o meno grandi a seconda della sua forza maggiore o minore. Sarebbe, infatti, completamente insensato pensare che le stelle cadano o attraversino rapidamente il cielo o che qualcosa sia loro sottratto e portato via: infatti, se ciò avvenisse, sarebbero già venute a mancare, poiché non c'è notte in cui non ne passino molte e sembrino essere trascinate in direzioni opposte. Eppure, ciascuna si trova poi al solito posto, e la grandezza di ciascuna rimane immutata: ne consegue, dunque, che questi fenomeni si verificano più in basso e che si esauriscono rapidamente, perché sono privi di una base e di una sede stabile..."
[Foto Nico Conti. L'immagine della "capra" si trova sopra in camino di Casa Melina (1545 circa), oggi agriturismo, chambres d'hote, di Stefania Casalini e Bernard Luettmer;

mercoledì 15 ottobre 2008

TUNGUSKA 2008. UN ASTEROIDE COLPISCE LA TERRA, QUANDO IL PROSSIMO

23 e 24 ottobre 2008 Conferenza e Mostra a Bologna.
Nei giorni 23/24 ottobre sarà organizzato dall'Osservatorio Astronomico (INAF) e dipartimento di Astronomia dell'Iniversità di Bologna, nonchè dall'ISMAR/CNR e dal CNR (Area della Ricerca), un convegno dedicato al problema di portata planetaria dei NEO (Near Earth Objects) e nello stesso tempo sarà proposta una rivisitazione della grande catastrofe di Tunguska avvenuta 100 anni fa, anche con una mostra di reperti originali.

L'evento si terrà presso l'Aula Absidale di S. Lucia, via de' Chiari 23, Bologna.

Programma
giovedì 23 ottobre

16.00 Saluto e Introduzione.

16.10 La minaccia dei NEO e le possibili contromisure. Apophis, l'asteroide-killer della Pasqua 2036? Mario di Martino.

16.35 Un esempio di impatto: la cometa P/Shoemaker-Levy 9 su Giove. Bruno Marano.

17.00 La grande onda che viene dal cielo: pericolo reale o fantascienza? Stefano Tinti.

17.25 E se cade un satellite artificiale? La spazzatura che circonda la Terra. Il caso del Cosmos 954 del 1978. Luciano Anselmo.

17.50 E se i film catastrofisti fossero profezie? da 'Quando i mondi si scontrano' a 'Space Cowboys'. Franco La Polla.

18.15 Altre possibili minaccie provenienti dal cielo: Supernovae, Gamma Ray Burst, Buchi Neri. Flavio Fusi Pecci.

18.40 Conclusioni.

21.00 "Tunguska 1908: a 100 anni dalla catastrofe un nuovo scenario da una ricerca italiana". Partecipano Giuseppe Longo, Luca Gasperini, Enrico Bonatti. il cosmonauta Georgy Grencko, conduce Fabio Pagan.

venerdì 24 ottobre

16.00 Saluto e Introduzione

16.10 Che cosa è successo a Tunguska il 30 giugno 1908? una risposta dalle spedizioni italiane. Giuseppe Longo, Luca Gasperini.

17.00 Esplorando la zona dell'impatto. Romano Serra, Luisa Forlani, Sonia Albertazzi, Stefano Cecchini.

17.50 Bolidi interplanetari: 'Mini-Tunguska' italiane. Di Giordano Cevolani.

18.15 Dal satellite Plank al Sistema Solare: pianeti, corpi minori ed emissione diffusa. Carlo Burigana.

18.40 Conclusione.

21.00 "Se il cielo si oscura... a Bologna cosa facciamo?". Partecipano Demetrio Egidi, Mario Di Martino, Umberto Guidoni, Susy Blady, Eugenio Riccomini, Giovanni Catti. Conduce Flavio Fusi Pecci.


Ulteriori info sono disponibili presso:
http://www.bo.astro.it/universo/tunguska/

[info: Renzo Cabassi]

martedì 14 ottobre 2008

ILLUSTRAZIONE TRANSIENT LUMINOUS EVENTS

Gli Sprites, come nuovo fenomeno dell'alta atmosfera, irrompevano nella scienza grazie ad un "happy accident" nel 1989 (le prove tecniche di una telecamera durante un temporale), ed in seguito svilupperanno interesse tra gli scienziati anche grazie alle riprese dallo spazio dello Shuttle. Ben presto gli scienziati si resero conto che la famiglia degli Sprites, in termine tecnico i TLE (Transient Luminous Events) era molto più ampia di quanto si potesse pensare tanto da formare una lunga quanto inaspettata lista di eventi, nuovi oggetti di studio.
Una elencazione aggiornata alle ultime osservazioni scientifiche è offerta da Giuseppe Stilo sul Blog dell CIPH/SOSO .
Accanto a Gnomes et Trolls si è ultimamente aggiunta la possibilità di un nuovo fenomeno TLE, il TIGER (Transient Ionospheric Glow Emission in Red), sulla base di un rilevamento dello Space Shuttle del 2003.

Note sull'iconografia della famiglia degli Sprites
1) Un interessante power-point in lingua tedesca: http://www.atmos.physik.uni-wuppertal.de/mitarbeiter/oberheide/oberheide_antrittsvorlesung_04_06_07.ppt
3) Riguardo i TIGER si veda: Yoav Yair, Colin Price, Baruch Ziv, Peter L. Israelevich, Davis D. Sentman, Fernanda T. Sa o-Sabbas, Adam D. Devir, Mitsuteru Sato, Craig J. Rodger, Meir Moalem, Eran Greenberg, e Ofer Yaron, "Space Shuttle observation of an unusual transient atmospheric emission", riv. GEOPHYSICAL RESEARCH LETTERS, VOL. 32, L02801, doi: 10.1029/2004 GL021551, 2005.
[Illustrazione TLE, Nico Conti, 2008]

domenica 12 ottobre 2008

settembre 2008. TECNOLOGI ITALIANI AD HESSDALEN

In concomitanza del Science-Camp degli studenti degli studenti dell'Osfold College, i tecnologi Stelio Montebugnoli e Jader Monari sono stati in missione ad Hessdalen, allo scopo di manutenzionare gli strumenti della Blue Box, e prevedere i futuri sviluppi della ricerca ad Hessdalen, sui Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera.




http://www.sciencecamp.no/?ItemID=1168

[info Renzo Cabassi, CIPH; foto Jader Monari]

giovedì 25 settembre 2008

REPORT SULLA REALIZZAZIONE DI SOSO (Smart Optical Sensors Observatory)

L'articolo di Massimo Silvestri "Come realizzare SOSO" (2008) descrive la realizzazione di una completa stazione di rilevamento ottico SOSO (Smart Optical Sensors Observatory) dotata della capacità di rilevare un eventuale movimento nell'immagine inquadrata dalla/e telecamera/e con cui è equipaggiata per registrare sequenze video su hard disk:


Il testo fornisce le conoscenze per realizzare sia la parte hardware che la parte software ed avere uno strumento che permette di sorvegliare costantemente la parte di volta celeste inquadrata e registrare in tempo reale gli eventi luminosi. Questo strumento è stato realizzato con l'obiettivo di individuare e registrare fenomeni atmosferici anomali che, per la rarità o la rapidità con cui si palesano, risultano difficili da osservare direttamente (fulmini globulari, sprites, elves, Hessdalen-like, etc.) e fenomeni conosciuti (ma altrettanto sfuggevoli) come fulmini, meteore e bolidi.
Ricordiamo che SOSO è nato, come primo obiettivo, per essere replicato nella valle di Hessdalen (Norvegia) all'interno della nuova Blue-Box del Project-Hessdalen, per monitorare eventuali Fenomeni Luminosi Transitori, in concomitanza con altri strumenti.
Il CIPH auspica che, soprattutto in relazione al rilevamento di fenomeni della famiglia degli sprites (TLE), si riesca in un breve futuro a creare una rete sul territorio italiano.

[info: Renzo Cabassi; fonte: http://www.ciph-soso.net/]

giovedì 18 settembre 2008

14 settembre 2008. EUROSPRITE E SOSO

EUROSPRITE comunica gli ultimi eventi sprites rilevati da SOSO:
http://eurosprite.blogspot.com/2008_09_14_archive.html
[info: Anna Odzimek, EUROSPRITE]

lunedì 15 settembre 2008

settembre 2008. MISCELLANEA II

Settembre 2008. Alcuni ufologi italiani CISU lanciano una WikiUfo: l'enciclopedia digitale degli Ufo
Credo che ormai siano ben presenti a molti i rischi connessi a quell'iniziativa di successo che è Wikipedia.
Per come è formulata la Wikipedia vi è il rischio di una conoscenza (certo condivisa ma) ridotta ad una contrattazione tra i redattori delle singole "voci", e quindi in sé ortodossa. Questo può causare una serie di inconvenienti epistemologici soprattutto nelle scienze, che per il loro modo di produzione non possono essere ridotte a semplice ortodossia, poichè esse vivono di nuovi dubbi, nuove ipotesi e sempre possibili ribaltamenti di paradigma (oppure alla convivenza di teorie apparentemente incompatibili tra loro).
Se una Wikipedia degli argomenti scientifici presenta questi rischi di fossilizzazione di uno status quo che potrebbe tanto assomigliare alla ricorrente affermazione dell'ennesimo scienziato che afferma con certezza "Non c'è più nulla da scoprire" [l'affermazione viene attribuita allo scienziato Lord W.T. Kelvin, 1824-1907] , questo rischio è ancora più evidente quando si maneggiano le cosidette parascienze (ufologia, parapsicologia, etc.).
Con le parascienze vi è il rischio di fossilizzare delle idee precostituite (ovvero delle credenze irrazionali o pararazionali) che ancora scienze condivise non sono.
Eppure alcuni ufologi italiani CISU sembrano essere riusciti ad evitare questo rischio nel trattare gli argomenti ufologicamente sensibili nella loro nascente Wikiufo:


Tra le tante voci (ancora in uno stadio iniziale di elaborazione) ho posto la mia attenzione alla voce "Earthlights", che è molto ben fatta:


Essa offre, di tutto l'argomento Luci della Terra, una panoramica estremamente dettagliata che mette in risalto la storia e tutti i problemi correlati a questa categoria (peraltro ambigua) che Paul Devereux si inventò portandola ad uncerto successo di pubblico, tra appassionati del mistero e studiosi.
Gli autori di questa voce sono riusciti a dare un'idea completa dei diversi rivoli della ricerca e delle ipotesi sviluppate che hanno coinvolto questa categoria, dando una visione dinamica dei problemi scientifici posti dalle "Earthlights".
[fonte: Giuseppe Stilo]

10 settembre 2008. Gamma Ray Bursts visibili ad occhio nudo?
La NASA informa che lo straordinario fenomeno dei Gamma Ray Bursts sarebbe visibile, in certe condizioni, ad occhio nudo.
Ulteriori informazioni alla URL:

[info Renzo Cabassi; fonte: NASA Science News]

12 settembre 2008. REGISTRATI DA SOSO UNA SERIE NOTEVOLE DI 16 EVENTI SPRITES

La sera del 12 settembre (tra le 18.00 e le 21.00), la strumentazione SOSO ha registrato 15 allarmi video per un totale di almeno 16 eventi sprites.
Si tratta della messe di filmati più grande raccolta da quando il Progetto SOSO è in funzione, a poco più di un anno dai primi sprites registrati in Italia.
Una sintesi più dettagliata, di questa serie di eventi TLE (Transient Luminous Events), è stata redatta da Roberto Labanti ed è pubblicata alla seguente URL:
La rete scientifica di EUROSPRITE è stata informata delle registrazioni.
Questa serie di filmati di TLE (dove compare anche la Luna) è notevole: alleghiamo qui di seguito due immagini in particolare della lunga serie di SOSO.













E' presente in particolare un grappolo di sprites (con diramazioni tendrils) (fig. 2), che è senza dubbio il fenomeno più rilevante che sia mai stato registrato dal territorio italiano.
E' importante ricordare che EUROSPRITE aveva già rilevato sul territorio italiano a partire dalla stazione francese in Corsica dei fenomeni sprites rilevanti come quello ripreso da Arnone nella notte fra il 30 e il 31 luglio:
http://eurosprite.blogspot.com/2008/07/july-30-31-6-sprites.html
e quello ripreso da Van der Velde la sera del 1 agosto:
http://eurosprite.blogspot.com/2008/08/1-2-august-italian-sprites-eye.html.
Purtroppo ci manca ancora l'auspicata triangolazione di questi fenomeni con un'altra stazione ottica, che il progetto SOSO auspica a breve.
E' su questo ed altri progetti strumentali che il comitato CIPH sta lavorando, in relazione alla ricerca sui TLEs (Transient Luminous Events) e più in generale ai TLPA (Transient Luminous Phenomena in Atmosphere).
[fonte: Roberto Labanti, per il comitato CIPH; le immagini sono coperte da copyright; CIPH/SOSO]

giovedì 11 settembre 2008

MISCELLANEA

11 settembre 2008. L'attentato alle Torri Gemelle e le teorie complottistiche
L'intervista di Pierre Lagrange al noto giornale francese Liberation ci fa capire come possono funzionare le teorie complottistiche e ritrovare un certo successo tra la gente:
http://www.liberation.fr/actualite/societe/351387.FR.php
Anche i razionalisti sono portati a far credere ad altri complotti: spesso vogliono convincerci che esiste un complotto per abbattere la scienza e la ragione, e di questo complotto sarebbero complici ufologi, parapsicologi, astrologi, giornalisti malintenzionati, etc.
In tal senso si veda anche l'ultimo lavoro di Lagrange : «Ovnis, ce qu'ils ne veulent pas que vous sachiez» (Presses du Châtelet), già recensito in questo Blog.

10 settembre 2008. Il nuovo acceleratore del CERN e le "paure" della pubblica opinione: ne parla Pierre Lagrange in una intervista al giornale svizzero "Le Temps"
La giornalista Etienne Dubuis di "Le Temps" intervista il sociologo Pierre Lagrange a partire da una cacafonia: "Il pubblico ha diritto di partecipare al dibattito scientifico":
Lagrange spiega come sia necessario smettere di tradurre le legittime inquietudini della pubblica opinione in un concetto di paura, panico ed isteria di massa che non serve che a dare una immagine irrealistica ed evita di porre i problemi nel giusto modo.
Afferma tra l'altro: "On ne peut pas réduire le sentiment du public (ni le «public» lui-même) à un mot, surtout pas à un mot aussi caricatural. Bien des histoires de panique sont de pures inventions. La fameuse émission d'Orson Welles sur le débarquement des Martiens en 1938 n'a jamais provoqué, par exemple, d'hystérie. C'est de la légende. Mais les gens, oui, se posent des questions, émettent des doutes, peuvent connaître à juste titre certaines appréhensions".
Le inquietudini del pubblico sono giustificate oggi da una scienza che non è mai stata così poco trasparente e allo stesso tempo bisognosa del sostegno pubblico...
[info Nico Conti]

Documenti pubblici canadesi sugli UFO consultabili online
Accelera la messa a disposizione internazionale di fonti documentali sugli UFO provenienti dai più vari enti pubblici e migliorano a vista d'occhio le possibilità di studiarli e di riprodurli.
Dalla fine di ottobre del 2007 sono stati immessi online, a cura della "Library and Archives Canada" le raccolte di tutti i documenti sugli UFO versati nel corso del tempo da quattro da quattro dipartimenti ed agenzie federali canadesi:
- Diparitmento della Difesa
- Dipartimento dei Trasporti
- Consiglio Nazionale delle Ricerche
- Polizia Reale a Cavallo
La pagina iniziale è questa:
http://www.collectionscanada.gc.ca/databases/ufo/index-e.html
Essi si estendono per il periodo compreso tra il 1947 e i primi anni '80 del XX secolo e rappresentano l'intero patrimonio documentale sugli UFO proveniente da enti federali canadesi.
Si tratta di novemilacinquecento documenti circa digitalizzati in vari formati. Comprendono corrispondenza, memorandum, rapporti d'indagine e atti di ogni genere.
Molti sono datati ma alcuni sono privi di data. Un altro patrimonio d'incalcolabile valore a disposizione per gli studi della ricerca razionale sui fenomeni UFO e sulla loro storia.
[Info redatta da Giuseppe Stilo; fonte mailing-list Ufo-italia]

martedì 2 settembre 2008

SETI CONFERENCE A PARIGI. 22-26 settembre 2008

A fine settembre si terrà a Parigi una conferenza SETI, che sembra profilarsi molto importante (anche per chi si interessa di fenomeni più terrestri quali i Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera).
I dettagli dell'intero programma sono disponibili al sito:
http://iaaseti.org/searchingforlife.htm
Il costo della registrazione (fino a 200 euro) è purtroppo abbastanza elevato e questo senza dubbio diminuirà l'affluenza.
La International Academy of Astronautics' che organizza l'evento pubblicherà un numero dedicato su Acta Astronautica.
In particolare si sottolinea la presenza di studiosi che hanno nel passato mostrato una certa attenzione per la tematica delle luci di Hessdalen e/o le testimonianze-Ufo:
First IAA Symposium on Searching for Life Signatures
22 - 26 September 2008
UNESCO, Paris, France

Sessione 2:
"Passive SETI: Listening to Them", 22 settembre 2008, lunedì,
Chair: Florence Raulin-Cerceau, Museum Histoire Naturelle, Paris
Rapporteur: Jean-Pierre Rospars, INRA, Versailles

"SETI Italia 2008: On-going Searches and Future Prospects "
Montebugnoli Stelio, Monari Jader, Italy

Sessione 6:
"Exoplanets and Life!" 23 settembre, 2008,
Chair: Alexander Zaitsev, Russia
Rapporteur: Alain Labeque, IAS, Orsay, France

"SETI in the light of Terrestrial Biological Evolution"
Rospars Jean-Pierre, France

Sessione 10:
"When SETI meets an alien form of intelligence: understanding the troubled relationships between SETI and ufology"
Lagrange Pierre, France

"Investigation and analysis of transient luminous phenomena in the low atmosphere of Hessdalen valley, Norway"
Hauge Bjorn Gitle, Norway
[info: Pierre Lagrange, Kathryn Denning, et Al.]

giovedì 28 agosto 2008

27 agosto 2008. SOSO NON FINISCE DI STUPIRCI

Un bolide di notevole intensità è stato ancora una volta rilevato dalla stazione SOSO realizzata da Massimo Silvestri del CIPH (Comitato Italiano per il Project Hessdalen):
Pur se lo strumento è stato progettato per documentare Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera, esso si rivela molto funzionale anche alla registrazione di fenomeni più conosciuti come bolidi, meteore, fulmini...
Questi dati, di non diretta competenza del CIPH vengono passati agli studiosi della disciplina specifica.
Si sta anche cercando di raccogliere ogni eventuale testimonianza visuale e/o strumentale che riguardi questo evento, anche se sino ad oggi non ne risultano.
Roberto Labanti ha dato ulteriori informazioni sul bolide al Blog CIPH/SOSO:
http://ciph-soso.blogspot.com/2008/08/bolide-del-27-agosto.html
[info: CIPH]

martedì 26 agosto 2008

MISCELLANEA AGOSTANA

Aimé Michel: L'apocalypse molle
Esce per Les Éditions Aldane un libro sulla corrispondenza finora inedita intercorsa nel periodo 1978-1990 tra Aimé Michel ed il sociologo Bertrand Méheust: "Aimé Michel: L'apocalypse molle" (347 pagine).
Il libro presenta un'introduzione, "Veilleur d'Ar Men", di Bertrand Méheust.
La prefazione è dello studioso Jacques Vallée, mentre la post-fazione è di Geneviève Beduneau & Marie-Thérèse de Brosses.
Michel Aimé, che è venuto a mancare nel 1992, fu il fondatore della famosa rivista del mistero Planète e pioniere della disciplina ufologica. Il suo pensiero è stato profondo tanto che molti lo hanno definito "il filosofo degli Ufo".
Egli ha affrontato il problema delle testimonianze Ufo come una tematica assai più ampia, che coinvolge il senso della vita e della nostra stessa civiltà.

[fonte: Daniel Benaroya per il GREPI e les Éditions Aldane; http://www.aldane.com/meheust.html]

Report on Aerial Phenomena Observed near the Channel Islands, UK, April 23 2007

Chiunque volesse avere informazioni precise circa l'indagine realizzata sul famoso caso UAP (Unidentified Aerial Phenomena) da Jean-Francois Baure, David Clarke, Paul Fuller & Martin Shough, può trovare la versione digitale PDF al link:
http://www.guernsey.uk-ufo.org/


[info: Jean-Pierre Pharabod, 3 agosto 2008]

1 agosto 2008. Nuovi Sprites sull'Italia Nord Occidentale
Lo studioso Roberto Labanti precisa sul Blog CIPH/SOSO le ultime informazioni circa eventi Sprites registrati sopra l'Italia, al link:
http://ciph-soso.blogspot.com/2008/08/nuovi-sprite-sullitalia-nord.html


Nuovi aggiornamenti al Blog FOTOCAT Project

Vicente-Juan Ballester Olmos aggiorna periodicamente il suo interessante progetto sulle foto di non-identificati: http://fotocat.blogspot.com/2008_08_07_archive.html.

Si riparla di un'osservazione Ufo del 1961, in Antartide

Il fatto era avvenuto il 16.03.1961 ed era stato testimoniato dal meteorologo brasiliano, Rubens Junquiera Villela che il 16 marzo 1961, in pieno giorno, dove oggi sorge la Stazione Comandante Ferraz, nella Baia dell'Ammiragliato, sull'isola di Re Giorgio, nell'Antartide, mentre stava entrando nello stretto Martel a bordo della nave
rompighiaccio "Glacier" della Marina statunitense, insieme a dei marinai vide un corpo ovale multicolore che si spostava lentamente in cielo a bassissima quota lasciando una scia arancione. Ne stimò la velocità in appena 80 km/h e a suo avviso aveva l'aspetto di una sorta di "luce solidificata". I dettagli della testimonianza di Villela, che è stato docente dell'Istituto di Astronomia, Geofisica e Scienze Atmosferiche dell'Università di San Paolo si possono leggere al link:
http://www.ufo.com.br/index.php?arquivo=notComp.php&id=3844
Villela ne aveva recentemente parlato anche altrove: Villela Rubens J., "A further Antarctic myth" [corrispondenza], Polar Record 44(1), gennaio 2008, pp. 83–84.

[info: Giuseppe Stilo e Roberto Labanti]

25 Agosto 2008. Strane nubi nello Spazio: NASA Science News

Dallo spazio, a bordo dell'International Space Station, gli astronauti hanno ripreso una delle migliori foto di nubi nottilucenti blu-elettriche.

Si tratta di un fenomeno ancora poco conosciuto: da dove vengono queste nubi e da risulta il loro effetto?
http://science.nasa.gov/headlines/y2008/25aug_nlc.htm?list1085368

[Info: Renzo Cabassi]












lunedì 18 agosto 2008

2 luglio 2008. GRIGNOD NEI PRESSI DI AOSTA, UN ALIANTE INCROCIA UN UAP

Lo scorso 2 di luglio, un pilota d'aliante. nei pressi di Aosta, Grignod, ha incrociato in volo un UAP (Unidentified aerial phenomena), che si è presentato alla sua osserrvazione come un oggetto solido.
Il caso presenta aspetti molto interessanti, ed ha trovato l'attenzione degli studiosi Matteo Leone (fisico) e Giuseppe Stilo (storico degli Ufo).
Hanno intervistato a lungo il testimone principale, acquisendo vari generi di documentazioni sul fatto, raccogliendo notizie su altri due presunti osservatori dello stesso fenomeno.
Sarà interessante leggere i dati e le conclusioni della loro inchiesta.

venerdì 18 luglio 2008

MISCELLANEA

18 luglio 2008. ITALIANI A CACCIA DI "UFO", SI RIPARLA DELL'IMPATTO NELLA TUNGUSKA
L'inserto web Tecnologie & Scienze del sito del giornale "La Repubblica", riprende in una breve sintesi il caso storico della Tunguska (1908) e la teoria dell'asteroide che impattando il suolo avrebbe creato il lago Ceko vicino al fiume Kimciu.
Questa teoria è stata proposta da Giuseppe Longo, scienziato bolognese, che assieme al suo team si occupa del fenomeno da diversi anni.
L'occasione del centenario dell'evento siberiano, ha rimesso in movimento un certo interesse su questo studio, e ci si augura che al più presto questi ricercatori italiani possano trovare gli sponsors per mettere in atto quella che potrebbe essere la missione conclusiva.

MARFA LIGHTS IN TEXAS: TRA FARI DI AUTOMOBILI E SPRITES
Ed Darack, scrittore e fotografo free-lance, ritorna a parlare delle Marfa Lights, trattandole come ipotetici miraggi dovuti a fari d'automobili, così come aveva già fatto un gruppo dell'Università del Texas qualche anno prima, in seguito alle loro registrazioni.
Uno dei problemi principali per questa ipotesi semplificatrice è l'esistenza di testimonianze risalenti agli anni 1880 (mentre i primi documenti scritti sul fenomeno risalgono al 1945) (1).
Ma ammettiamo pure che lo studio delle luci di Marfa sia una inutile lavoro nel tentativo di concretizzare un pò di folklore locale privo di basi fattuali.
Allora dei miraggi di fari sarebbero l'unica evidenza e perciò gli scienziati si dovrebbero dare da fare per smontare le loro telecamere ed i loro strumenti in tutta fretta?
Forse non tutti sanno che il primo Gigantic Jet nord-americano (un tipo di fenomeno raro della famiglia degli Sprites) è stato registrato appunto a Marfa dalle due telecamere dello studioso James Bummel, a caccia di Marfa-lights (e che non l'aveva subito identificato).
L'evento si era verificato sopra il Messico il 13 maggio 2005 (2).
Questa situazione suggerisce alcune considerazioni.
Forse tra eventi di Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera esiste una qualche stretta correlazione che la scienza non riesce ancora a misurare (quindi le Marfa Lights potrebbero esistere e potrebbero pure avere qualche legame con altri fenomeni luminosi).
Lo studio di certi fenomeni passa attraverso fragili testimonianze, ma pone domande che richiedono risposte più complesse di quanto si possa pensare.
Le telecamere poste a Marfa per registrare Marfa Lights, hanno registrato fari d'automobili ma anche un Gigantic Jet.
Si tratta quasi dell'evidenza documentata che un cammino scettico non sempre corrisponde con il cammino scientifico...

1) Darack Ed, "Unlocking the Atmospheric Secrets of the Marfa Mistery Lights", vol. 61, nr. 3, riv. Weatherwise, maggio-giugno 2008, pp. 36-43.
2) Van Der Velde Oscar A. & al. , "Analysis of the first gigantic jet recorded over continental North America", vol. 112, riv. Journal of Geophysical Research, 17 ottobre 2007.

24 luglio 2008: COME A CARONIA ?
Si sono appena spenti gli incendi di Caronia, buttando scetticismo sul fuoco, che si parla di nuovi incendi spontanei "inspiegabili" questa volta a Ginestra Fiorentina.
Alcuni oggetti tra cui uno strofinaccio, un giocattolo, una sedia, un tappeto, etc. sono andati a fuoco senza un motivo apparente in diverse occasioni, da giugno fino almeno al 23 luglio, in due abitazioni confinanti, a Ginestra Fiorentina (comune di Lastra a Signa, nei pressi di Firenze).
Di incendi misteriosi esiste tutta una narrativa anedottica, anche se non ampia dato l'argomento, ed in alcuni casi storici la spiegazione scientifica della causa fu ritrovata in particolari fuochi fatui incendiarii (ridotta, da chi si opponeva a questa spiegazione, a fantomatici insetti tipo lucciole) (1).
Ora, evidentemente, prima di parlare di fenomeno, la cautela è d'obbligo, ma come non intravvedere un filo tra tutte queste notizie?

NOTE

1) Vallisneri Antonio, "Tre lettere", in Calogerà Angelo, "Raccolta di opuscoli scientifici e filologici", tomo II, edito da Cristoforo Zane, Venezia, 1729, pp. 3-49.

[Fonti : agenzie ANSA, ADNKronos e APCom il 23 luglio 2008, e ad esempio
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/07/25/107040-fuoco_spontaneo_nelle_case.shtml]

[Ringrazio Renzo Cabassi e Roberto Labanti, per alcune informazioni bibliografiche]



martedì 15 luglio 2008

“Yo creo, vos ¿sabés?” RETORICA DELLA CREDENZA NEI DISCORSI SOCIALI [recensione di Nico Conti]

E’ con particolare piacere che scrivo queste brevi righe sul mio blog per informare dell’uscita di una antologia di articoli sul folklore curata dalla studiosa Maria Inés Palleiro: "Yo creo, vos ¿sabés?" retóricas del creer en lo discursos sociales".
L’opera fa parte di una collana intitolata"Narrativa, identitad y memoria".
Si tratta di un insieme di lavori specialistici che cerca di ristabilire un ricongiungimento tra i modi di pensare la conoscenza messi in atto da una parte da coloro che "sanno" in funzione di fatti e di prove oggettive (gli scienziati) e dall’altra da coloro che "credono" e che, almeno in apparenza, pensano in forma acritica, e conseguentemente pensano che ciò che sanno è certo.
Questa netta differenziazione tra colto e popolare, è stata messa in atto come sappiamo nel XVIII, nell’ambito di una cultura borghese emergente.
Da quel momento i fatti sono diventati fatti oggettivi solo attraverso un certo modo ordinato di formulare il discorso scientifico, e di comprovarli con testimoni degni di fede e con il ricorso ad esperimenti controllati strumentalmente.
Ma come rileva in una breve introduzione all’opera Anna Maria Dupey, direttrice della Sezione Folklore dell’Istituto di Scienza Antropologica dell’Università di Buenos Aires, già Antonio Gramsci aveva riformulato questa dicotomia non in termini di differenza ma di disuguaglianza tra il potere detenuto dal sapere ufficiale e quello popolare (p. 9). Non si tratta quindi di un sistema vero contrapposto ad uno falso, ma di "modi distinti di elaborare le concezioni" in relazione alla "costruzione dell’egemonia".
Sono queste affermazioni sociologiche estremamente forti, che comunque prevedono per alcune conoscenze rispetto ad altre una migliore funzionalità nell’ambito di un determinato gruppo sociale o contesto sociale.
Per assurdo, a ben vedere, la realtà è meglio descritta come oggettiva dal mondo magico, dove tutto può stare insieme, piuttosto che dal mondo scientifico dove i fatti stanno insieme solo se riferiti a predeterminati sistemi o insiemi di regole.
Contrariamente la visione scientifica sembra fare funzionare meglio i fatti tra di loro, quei fatti che servono nell’attuale contesto storico ad estendere i nostri sensi per meglio comprendere la realtà.
La presente antologia è quindi il frutto di un lavoro interdisciplinare di studiosi di antropologia, scienze della comunicazione, lettere, museologia e psicologia al fine di analizzare la costruzione delle credenze e dei discorsi sociali: si tratta di diversi "itinerari concettuali", come li definisce Maria Inés Paillero, che stabiliscono il carattere plurale delle credenze ed il valore di verità come si va costruendo attraverso il discorso intersoggettivo (p. 11 e p. 17).
Ci si potrebbe domandare cosa abbia a che fare un libro come "Yo creo, vos ¿sabés?" con l’argomento principale, qui trattato, ovvero quello dei "fenomeni luminosi transitori in atmosfera" e più in generale delle cosiddette "anomalie".
La presenza dell’articolo di Patricio Parente, "Narrativas Ovni, "luces malas" y proyectos cientìficos" (pp. 61-81) che analizza la dinamica tra credenze e discorso scientifico in relazione agli Ufo è solo una risposta parziale.
Più in generale l’antropologo Ryan J. Cook si domanda, nel suo prologo, a quale interesse risponda il voler mantenere la dicotomia credenza/conoscenza. Questa divisione esiste realmente? Essa sembra essere basata sulla tautologia che la conoscenza scientifica, nell’epistemologia classica, è una credenza veritiera e giustificata (p. 14).
Queste domande riguardano direttamente il nostro problema delle "anomalie", fatti che sembrano per loro costituzione stare esattamente al confine tra conoscenze popolari e conoscenze scientifiche, elementi apolidi nelle acque extraterritoriali dei diversi modi di conoscenza della realtà.
Grazie allo studio multidisciplinare di "Yo creo, vos ¿sabés?" la credenza si converte nell’affermazione di uno dei tanti mondi possibili non meno veritiero o meno funzionale all’interno del suo collettivo sociale di quanto non lo sia la scienza all’interno del proprio (p. 15).
La credenza è studiata come modalizzazione della "certezza", ed essa è per Paillero il modo in cui il soggetto si posiziona rispetto ad uno stato di cose il cui valore di verità è sostenuto a partire da una adesione personale o interpersonale.
Esiste a ben vedere uno stretto vincolo tra credenza, conoscenza e rappresentazione culturale.
Per Paillero la credenza è infine un processo di costruzione di un "mondo possibile" fittivo, che può essere studiato attraverso l’analisi di ciò che definisce la "matrice narrativa" (p. 32).
Il lavoro di analisi che svolge Palleiro, analizzando la narrativa dei cangaceiros non è molto dissimile dall’indagine svolta sul terreno da Parente, ivi compresa quella presso gli scienziati del Complesso Astronomico "El Leoncilo" in Barreal.
Esiste una narrativa scientifica che serve a rendere il racconto della scienza un "mondo possibile" fattivo.
Anche se, ad essere precisi, il lavoro di Parente è principalmente concentrato sulle tensioni e sulle articolazioni tra due differenti narrative: quelle basate su esperienze personali e quelle del discorso scientifico a riguardo degli Ufo e delle "Luces Malas" sul territorio di Callingasta.
Testimonianze inusuali e straordinarie, generano inizialmente un campo di incertezza dove convergono diverse posizioni che cercano di risolvere il problema della credibilità posto da queste osservazioni: assistiamo ad un conflitto tra ciò che in una società è considerato vero o falso, tra opinioni riconosciute come legittime o meno (p. 61).
Il titolo dell’opera è volutamente provocatorio, soprattutto se riferito al contesto accademico in cui è pubblicato, ed in considerazione del fatto che a svettare in copertina è una frase dialettale (e non facente parte di quello che dovrebbe essere un doveroso linguaggio scientifico) che più o meno suona così: "Io credo mentre voi sapreste?".
Questo titolo non mancherà di offendere qualche sociologo e qualche razionalista.
Esso infatti non sembra fare appello solo ad una mitica saggezza popolare, quella ad es. che si vuole contenuta nei proverbi, ma sembra una vera e propria rivendicazione per la legittimazione di saperi altri, non ufficiali, minoritari, diversi.
Per quanto riguarda l’argomento dell’affermazione di supposti fenomeni nuovi e/o sconosciuti in atmosfera, questa richiesta di simmetricità contenuta nel titolo, può forse aiutarci a dimostrare che esiste anche un’altra possibilità, ovvero l’alternativa possibile che entrambi questi attori si sbaglino, sia coloro che negano ogni possibilità di esistenza scientifica agli Ufo sia coloro che credono che si tratti di "luci malvagie" legate al mondo del soprannaturale.
Ma qui comincia il lavoro dello studioso delle anomalie, forse aiutato dalle considerazioni dei sociologi che ci spiegano come, tutto sommato, siamo unicamente nell’ambito di diversi tipi di folklore, uno popolare e l’altro scientifico.
La scienza ufficiale per demistificare la narrativa Ufo (l’esistenza degli Ufo) ha fatto spesso ricorso all’argomento della mancanza di elementi validi per attuare una analisi di tipo scientifico (retorica scettica).
L’analisi delle testimonianze nell’area di Callingasta ha evidenziato che dietro la descrizione di Ufo (genericamente intesi come oggetti volanti non-identificati) vi erano una serie di testimonianze distinte, generalmente caratterizzate dal loro legame con la credenza nel soprannaturale.
L’equiparazione di queste osservazioni con esseri extraterrestri sembrava piuttosto una significazione data in una fase successiva al fine di una credibilità sociale. Ciò che avviene a Callingasta è per Parente un meccanismo in tutto simile a quanto avviene in altre parti del mondo. I testimoni rendono conto delle loro osservazioni di fenomeni in prevalenza luminosi (flashes, luci colorate, etc.), che sembrano avere maggiore frequenza in località specifiche.
Spesso a questi episodi di luci strane i narratori attribuiscono un comportamento intenzionale. Come nell’antico folklore dei fuochi fatui (che localmente e col passare del tempo hanno assunto varie terminologie popolari) queste "luces malas" argentine seguono, anticipano, rincorrono, scavalcano, si mostrano all’occasionale testimone.
Precisa Parente: "In questo modo, le relazioni umane permettono un modello di mondo possibile, utilizzando la forma metaforica per caratterizzare la dinamica di questi eventi" (p.64).
Quando i diversi narratori devono presentare una spiegazione di ciò che hanno visto, ne scaturiscono due o tre spiegazioni ricorrenti, secondo il loro ambito sociale.
Per i baqueanos locali si tratta di luci malefiche, che ad es. indicano dei tesori nascosti oppure che sono in relazione con le antiche popolazioni indigene (los antiguos).
Per i camioneros di passaggio le luci sono riferibili a "cosa di Ufo", ossia alternativamente non-identificabili o esseri extraterrestri.
Il confine tra queste categorie di narratori risulta comunque molto flessibile.
Vi sono anche coloro che concedono un grado di verosimiglianza a queste osservazioni, ma che non sono disposti a concedere loro uno status di "anomalia".
Chi poi assume l’ipotesi esplicativa degli Ufo, simultaneamente squalifica ogni associazione del fenomeno con la "luz mala" o il diavolo, mentre altri usano termini più generici come "le auto che non sono auto"…
Spesso nella zona queste apparizioni luminose sono considerate quasi come "un elemento del paesaggio naturale" (p. 65).
Parente non può fare a meno di rilevare una relazione tra le testimonianze Ufo e gli antichi racconti di folklore tradizionali (come aveva già fatto Bertrand Mehéust), ma osserva anche che ciò che i testimoni descrivono è molto simile, pur nelle differenti località, mentre cambia l'interpretazione più o meno drammatica a seconda delle regioni interessate.
Decisamente tragica è la valutazione del fenomeno che si raccoglie nel nord della provincia de La Pampa, che mette in campo esseri di altri mondi, probabilmente favorita dal modo di circolazione delle notizie locali, attraverso mezzi che comprendono anche diari e pagine su internet.
Ma l'obbiettivo della narrativa Ufo, contrariamente a quella del folklore tradizionale, sembra essere quello di convincere i riceventi circa l'autenticità dei fatti riportati (la veridicità del racconto inverosimile).
Nella analisi delle testimonianze della valle di Callingasta assume una sua importanza anche la "varietà" della tipologia dei testimoni, che prevede anche "attori socialmente rappresentati come osservatori qualificati".
E' proprio il caso dei baqueanos, la cui autorità deriva dal loro dominio razionalizzato del territorio: essi infatti sono ritenuti come i testimoni più predisposti alle osservazioni di luci.
Ma la legittimità discorsiva dipende anche da altri elementi quali la percezione dei fatti da parte delle autorità, ed in particolare di quelle scientifiche (pp. 66-69).
E' in considerazione di questi diversi poli di legittimazione che Parente prende in considerazione il Progetto Hessdalen, messo in opera nella valle norvegese per lo studio di luci simili a quelle di Callingasta, a partire dagli anni 80, appoggiandosi su una ricerca scientifica di tipo tradizionale (strumentale). Parente sottolinea però trattarsi in qualche modo di un discorso scientifico eterodosso con una sua propria retorica.
Si tratta di una iniziativa, nel panorama di comprensione scientifica delle "luci", praticamente unica, per continuità ed impegno nella ricerca. Il che deve fare riflettere.
Parente precisa come il supposto fenomeno assume diverse terminologie: luci di Hessdalen, fenomeno Hessdalen, earthlights, luci notturne anomale, etc., e questo mostra una costruzione discorsiva rivolta ad uno studio empirico di "evidenze" che rientrano nel campo della scienza, senza comunque dimenticare le testimonianze orali, che la scienza ortodossa tenderebbe a porre piuttosto nel campo della credenza (pp. 69-73).
A questo punto Parente introduce il discorso messo in atto dal Progetto SETI, per la ricerca nello spazio di segnali radio extraterrestri, che gli interessa esplorare in quanto "costruzione discorsiva di un mondo possibile".
Gli scienziati che tendono ad avvalorare il Progetto SETI come discorso scientifico hanno spesso un’attitudine ironica nel confronto delle storie di Ufo, "storie di omini verdi", anche se non sempre i testimoni identificano i loro avvistamenti in senso extraterrestre.
Questo meccanismo di valutazione messo in atto dalla retorica selettiva della evidenza (o della non-evidenza, visto che anche i dati SETI non indicano segnali extraterrestri comprovati), è per Parente un aspetto molto importante del processo sociale di costruzione discorsiva della credenza e della scienza (pp. 73-77).
In altre parole potremmo concludere, per analogia con "Yo creo, vos ¿sabés?", che i testimoni credono agli Ufo, mentre gli astronomi sanno a proposito degli extraterrestri…
Ogni credenza sottende quindi un concetto di "certezza", e la sua espressione può riguardare (come già aveva indicato David Hufford a riguardo della credenza negli spiriti) ogni tipo di livello sociale, senza alcuna distinzione di categoria economica, culturale o geografica.
Siamo dunque di fronte al concetto di sapere e di rappresentazione della realtà come diversi "mondi possibili", non forzatamente dotati di verità, ma verosimiglianza, e dove la costruzione di modelli di mondo è una delle principali attività mentali e la narrazione (scientifica, folklorica, letteraria, etc.) è una "modalità cognitiva di organizzazione della esperienza" (Paillero) (pp. 221-223).
E’ inevitabile quindi che vi siano similitudini tra le strategie di legittimazione poste in atto ad es. nella narrativa delle esperienze personali Ufo e in quelle attinenti il discorso degli specialisti delle scienze.
L’analisi di Parente ha messo allo scoperto questi punti in comune (p. 246).

Palliero Maria Inés [a cura di], "Yo creo, vos ¿sabés?" retóricas del creer en lo discursos sociales", Grupo EPIF (www.grupoepif.com.ar), Università di Buenos Aires, Facoltà di Lettere e Filosofia, 2008.

mercoledì 25 giugno 2008

IMPLEMENTAZIONE DELLA STAZIONE DI MONITORAGGIO SOSO

La stazione SOSO, installata in località Idice, Bologna, da Massimo Silvestri (CIPH), sta iniziando ad implementare la sua strumentazione. E' stato posto accanto alla telecamera Mintron un Lightning Detector System attraverso il quale sarà possibile monitorare la posizione di caduta dei fulmini, fatto importante anche per la correlazione esistente tra fulmini e fenomeni tipo Sprites. Accanto a questa strumentazione di rilevamento strumentale dei Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera, è stata installata una telecamera a colori per monitoraggio meteorologico: http://www.ciph-soso.net/meteo/meteo.shtml.
Entrambe le telecamere poste a Idice sono ora controllate a livello di temperatura, ed i dati sono esposti in una pagina del sito web di SOSO.
Data la struttura privata e volontaristica del comitato CIPH si tratta di un investimento enorme in numero di ore/uomo che è difficile immaginare e che gli articoli tecnici possono indicare solo in modo assai generico.
Nelle immagini qui accanto vedete i nuovi strumenti e Massimo Silvestri (alla fine dei lavori ed in un momento di meritato riposo).
[ulteriori informazioni alla URL: http://www.ciph-soso.net/]

MISCELLANEA nr. 2

13 giugno 2008. UN PILOTA MILITARE ROMENO RISCHIA L'IMPATTO CON UN UFO
Il fatto risale al 31 ottobre 2007, quando l'oggetto ha sfiorato la cabina di pilotaggio.
Il pilota Marin Mitrica, del MIG 21, è riuscito a filmare l'accaduto con la telecamera di bordo.
Il filmato mostra oggetti solidi sui quali sono state fatte diverse ipotesi: uccelli, ghiaccio, pezzi di aeroplano, o un meteorite.
Adesso il tutto è sotto indagine del comitato sicurezza europeo delle forze aeree (SCEAF).

[fonte: http://mensnewsdaily.com/2008/06/13/romanian-fighter-jet-hit-by-ufos/]

20 giugno 2008. PALLE DI FUOCO CATTURATE IN UN VIDEO DA UNA COPPIA DI PASADENA
Il giornale Tampa Tribune pubblica la notizia (20 giugno 2008), a firma di Stephen Thompson, di due fidanzati, Charles Marcum e la sua compagna, che filmano alcune palle di fuoco, mentre erano al balcone di una abitazione di Pasadena:
http://www2.tbo.com/content/2008/jun/20/pasadena-couple-capture-ufo-fireballs-video/
La prima palla di fuoco sparisce e se ne aggiunge un'altra che poi sparisce anch'essa lasciando spazio ad una terza…
L'aeronautica attraverso il suo portavoce luogotenente Rebecca Heyse, della base MacDill Air Force, ha affermato che tutti i suoi aerei erano a terra e non ha dato altre spiegazioni del fatto.
La testimonianza della coppia non è stata seguita da altre testimonianze.
Il video che non da spazio ad alcuna interpretazione è visibile qui:
http://www.tbo.com/video/xml/MGBEHOM8PHF.html

[info di: Grégory Gutierez]

20 giugno 2008. UN ELICOTTERO INGLESE EVITA LA COLLISIONE CON UN UFO
La notizia di agenzia stampa viene diffusa in Europa (ad es. in Italia dall'agenzia ANSA) a partire dalla Gran Bretagna, dove un elicottero della polizia ha rischiato di scontrarsi con un oggetto volante non identificato, il 7 giugno 2008 (in alcune versioni l'8), vicino ad una base militare in Galles. Tre agenti a bordo hanno raccontato che l'oggetto era di forma circolare con lampeggianti tutt'intorno, e che venendo loro incontro, ha obbligato il pilota ad una manovra repentina per evitare l'impatto. L'elicottero si è poi lanciato all'inseguimento fintanto che non si è esaurito il carburante.
In Francia la notizia è stata ripresa anche dalla televisione TF 1 :
http://tf1.lci.fr/infos/insolite/0,,3885314,00-rencontre-troisieme-type-dans-ciel-britannique-.html
Pare che l'ufologo Nick Pope stia inchiestando questo caso.
Ecco come la notizia è stata riportata su di un blog ufologico:
http://ufoblogger.blogspot.com/2008/06/police-chase-ufo-over-cardiffuk.html
Infine un esempio di come la notizia è stata riportata dalla stampa italiana:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200806articoli/33949girata.asp
o anche:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_giugno_20/poliziotti_inglesi_80e988f6-3ecb-11dd-ae8f-00144f02aabc.shtml
Questo caso, che presenta una serie di aspetti interessanti da considerare, ha già innescato le solite diatribe tra ufologi.

25 giugno 2008. LA PSICOSI UFO
Ogniqualvolta si ha una ondata di avvistamenti Ufo, i media tendono a parlare di "psicosi". Evidentemente si tratta di un abuso di termini di chi tende a spiegare certe situazioni come frutto dell'irrazionale.
La spiegazione è molto più semplice e ne abbiamo un esempio nel caso inglese e nei successivi avvistamenti. Un caso eclatante come quello del mancato impatto dell'elicottero inglese, a seguito della pubblicità mediatica, mette in moto una particolare attenzione del pubblico ed altre testimonianze vengono alla luce.
Non vi è niente di psicotico in tutto questo.
In Inghilterra il 25 giugno 2008 compare sulle pagine dei giornali un altro avvistamento sulle pagine del quotidiano tabloid il "Sun", vedi l'agenzia stampa seguente:
http://www.agi.it/estero/notizie/200806251130-est-rt11040-art.html
Alcuni soldati della caserma di Tern Hill a Market Drayton, nello Shropshire, il 7 giugno stesso, dichiarano di aver avvistato tredici Ufo mentre erano di pattuglia e di averli ripresi col telefonino.
Mark Proctor ha dichiarato che gli oggetti zigzagavano rapidamente ma era riuscito comunque a filmarne due prima di vederli scomparire. Erano come cubi rotanti di molteplici colori.
Diversa la versione di un altro militare che ha stimato in 30 il numero degli oggetti non identificati.

[Info di: Gildo Personé e Antonio Rampulla sulla MailingList Ufo-italia ; Gildas Bourdais sulla ML Magonie]

sabato 14 giugno 2008

FORT SECONDO LA RIVISTA "LE SCIENZE"

Un articolo breve comparso sull'ultimo numero della rivista "Le Scienze" (la versione italiana di Scientific American) a firma Fabio Feminò, "Fort, l'apostolo dell'incredibile" (1), mi offre la possibilità di scrivere due righe su quell'attento studioso di anomalie che fu Charles Hoy Fort (1874-1932).
E' difficile capire, solo dalla lettura di questo articolo chi era Fort e soprattutto quale fosse il suo modo di vedere la realtà; ma ancor più difficile è capire quale sia stata la motivazione a scriverlo.
Probabilmente Feminò nutre seri dubbi circa questo personaggio che starebbe, secondo le diverse opinioni, tra il ciarlatano ed il genio.
In effetti Feminò ci lascia finalmente poche alternative di scelta: "… un ciarlatano, un eccentrico, o solo un autore fantastico?".
Sbarazziamoci di alcuni dubbi: se non era un genio era molto probabilmente una persona di rara intelligenza.
Quanto alla possibilità di etichettare Fort come un ciarlatano (nel senso, non strettamente etimologico, di uno che carpisce la buonafede altrui), credo che basterebbe leggere qualche pagina del suo più famoso libro "Il libro dei dannati" (2), per rendersi conto dell'esatto contrario, ed escludere quello che sarebbe stato l'aspetto davvero più imbarazzante del Fort saggista delle anomalie.
Il suo modo di procedere attraverso la sua sterminata raccolta di anomalie (eventi strani che sembrano andare contro allo status delle nostre conoscenze scientifiche) non è affatto quello di colui che ci vuole far credere, ad ogni costo, che i fatti bizzarri riportati da giornali e da riviste scientifiche, nascondano per forza di cose una qualche realtà sconosciuta. Egli più semplicemente non lo esclude.
Attribuire una simile banalità al pensiero di Fort significa proprio non aver letto alcuna delle sue pagine, cosa che Feminò sembra aver escluso a priori di dover fare per abbozzare questa breve ed infelice biografia dell'americano.
Fort attraverso il suo spirito di classificazione ed il suo amore spassionato per il tempo da dedicare alle biblioteche, ebbe il grande merito di sottrarre al dimenticatoio della scienza una serie di "dannati", tessere che non rientravano nel puzzle della scienza, e di questi fatti "dannati" fece degli argomenti di elucubrazione profonda.
Non era quindi un semplice collezionista di bizzarrie, poiché egli andava a fondo dei suoi out of place e riusciva a dimostrare con fatti alla mano contraddizioni, metodi approssimativi, pressappochismo, e pregiudizi di cui erano stati preda non gli "irrazionali" testimoni di quei fatti strani, ma gli scienziati che avrebbero dovuto approcciarli.
Ho potuto constatare questa sua spasmodica attenzione alle fonti primarie ogniqualvolta ho preso in più attenta considerazione una tematica che Fort aveva già considerato: ad esempio nel caso delle luci misteriose del Brown Mountain, dei supposti gufi luminosi del Norfolk, e di tanti altri fenomeni non identificati che ancora oggi fanno discutere a distanza di tempo.
Certo, a partire dai fatti insoliti raccolti, Fort tendeva a fornire anche ipotesi "eccentriche", ma mai per convincerci che si trattava di una sua verità da contrapporre alle falsità scientifiche.
Fort era una specie di apripista ed in qualche modo voleva sottolineare una certa ciarlataneria che alberga talvolta tra i difensori della razionalità, questa sì nel senso etimologico originario del termine charlatan (venditore di pozioni miracolose tuttofare).
Egli ci diceva di fare attenzione al modo di pensare ortodosso o a quel pensiero scientifico che ha la pretesa di spiegare tutto e che, per riuscirvi, tende ad escludere ciò che non riesce a definire, archiviandolo come fantasie popolari o truffe ai danni della ragione. Sono quelli che definisce gli esclusionisti.
Dovrebbe essere quindi abbastanza chiaro che la domanda posta da Feminò, "Ma ci credeva davvero?", è priva di senso se considerata nell'ottica fortiana del come affrontare la realtà e come procedere alla sua costruzione senza tralasciare nulla.
Se possiamo legittimamente essere scettici sulle ipotesi di Fort (un oceano ci sovrasta, siamo proprietà altrui, ci pescano…) possiamo però restarne affascinati senza dover per forza di cose scivolare nell'irrazionalità e nel parascientifico.
Anche perché è il primo lui stesso a non considerare le sue ipotesi delle verità, esse sono piuttosto delle reti mentali per includere anche i fatti più scomodi, i fatti "dannati".
Per farci capire come funziona l'ipotesi inclusionista del Mare dei Super-Sargassi al contrario dell'esclusionista, scrive: "In virtù della semplice accettazione noi, in qualche libro seguente, potremmo negare il Mare dei Super-Sargassi e scoprire che i nostri dati si riferiscono invece ad un qualche altro mondo complementare- o alla Luna […] Comunque il Mare dei Super-Sargassi funziona benissimo da nucleo intorno a cui raccogliere dati che si oppongono all'Esclusionismo. Ecco il nostro movente principale: opporci all'Esclusionismo" (2 p. 275).
Un enorme oceano ci sovrasta, ma serve solo per non escludere dal nostro mondo strane pioggie di pesci, rane, sangue, gelatine, ghiaccio, etc..
Sono i dati fuoriposto, che elenca con dovizia, a sollecitare le ipotesi le più fantastiche, non è Fort; egli presenta solo il problema e chiede che quel problema non sia accantonato ed escluso dalla costruzione scientifica del nostro mondo.
Fort fa rimontare alla superficie degli eventi interessanti attraverso quei fatti, in apparenza strampalati, che sollevano domande e problemi concretamente scientifici.
Poco ci importa quindi che Fort, nella vita di tutti i giorni, fosse o meno un personaggio eccentrico (ed anche se fosse stato un nullafacente).
Volendo potrei elencare una serie di nomi di menti eccelse che hanno vissuto di stratagemmi ed ambiguità, senza per questo che la grandezza delle loro opere potesse esserne minacciata.
Probabilmente questi personaggi eccentrici avevano avuto semplicemente la fortuna di trovarsi sulla sponda giusta.
Il carattere originale di Fort (e di chiunque altro proponga idee eterodosse) serve piuttosto bene a farne un candidato dei ciarlatani delle parascienze.
Questo mi ricorda la storia del pugile nero John Johnson che fu il primo campione dei pesi massimi, negli USA razzisti dell'inizio di secolo scorso, precisamente negli anni dal 1908 al 1915. Fino ad allora aveva combattuto solo con pugili della sua stessa razza, poiché allora era inconcepibile che un pugile "negro" potesse sfidare un bianco, superiore per… natura.
Egli aveva sviluppato una tecnica originale, più cauta della tradizionale maniera di boxare, tutta orientata alla cautela e all'attesa degli errori dell'avversario, e presto era diventato un pugile imbattibile.
La cosa curiosa è che se un bianco adottava questa tecnica vincente, la stampa lo definiva un pugile abile e astuto, se invece era John Johnson allora la stessa tecnica caratterizzava la nota pigrizia e codardia dei "negri".
Allo stesso modo Fort non essendo uno scienziato, ma permettendosi di criticare il metodo scientifico e l'approccio scostante verso le anomalie, non può che rientrare nella categoria degli eccentrici dotati di troppa fantasia, quando non peggio.
Eppure sarebbe molto più semplice decidere se gli argomenti collezionati da Fort siano o meno interessanti, ed era proprio questo che aveva considerato il divulgatore scientifico William R. Corliss.
Non solo Corliss è considerato l'erede di Fort, ma lui stesso si è definito tale senza mai ritenere di poter essere considerato un ciarlatano.
La grande differenza tra Corliss e Fort consiste prevalentemente nel fatto che Corliss raccoglie anomalie andandole a cercare solamente tra i meandri delle fonti scientifiche, senza tracciare ipotesi che non siano sul filone dello stato dell'arte delle scienze dure.
E' Corliss stesso, in un suo articolo poco conosciuto, a spiegare come era stato attratto dagli argomenti portati in evidenza da Fort, quando nel 1953 era capitato casualmente sopra il "The book of the damned" ed aveva considerato che questo tipo di fatti avrebbe potuto sollevare un qualche interesse di studio più approfondito presso la comunità scientifica.
Da quel momento Corliss aveva cominciato a capire che non solo le anomalie scientifiche esistevano ma che erano "sparse su tutta la scienza" (3).
Infine due parole sull'immagine che Feminò tende ad avvalorare di Fort quale ufologo ante-litteram: lo si può affermare, ma non fu certo il primo ad affrontare il tema di strani avvistamenti di oggetti e di luci nel cielo attribuendoli a navicelle spaziali.
Già in anni precedenti, ad esempio durante l'ondata del 1896-97, vi erano state sulle pagine dei giornali americani varie testimonianze di avvistamenti di strane airships anche se, oltre al fatto di riportarle, nessuno si era preso la briga di catalogare questa casistica.
Molti giornali ne avevano trattato ipotizzando astronavi di provenienza marziana e questo era pienamente compatibile con il dibattito scientifico iniziato all'epoca dall'astronomo italiano Schiaparelli sui canali di Marte e la loro supposta artificiosità.
Comunque sia, Fort (che pure cita questa vecchia casistica) non stabilisce, come fanno gli ufologi di oggi, una ipotesi extraterrestrialista a cui credere o non credere, il suo ragionamento è molto più sottile e diretto a considerare tutto l'ampio spettro delle possibilità, proprio per non escludere i fatti scomodi.
Il problema di Fort non era quindi quello di credere ad una ipotesi invece che un'altra, ma di sottolineare quanti problemi una semplice luce nella notte poteva sollevare nella mente aperta di chi non si accontentasse di relegare certi fatti alla superstizione ed al folklore.
Anche perché, dai "fuochi fatui" in poi, nessuna luce è mai stata così semplice e di facile comprensione come ci hanno voluto far credere in tutta fretta la maggioranza degli scienziati.
Se dovessi infine definire Fort, lo definirei un divulgatore di scienza di confine, un buon divulgatore, al contrario di altri.

NOTE
1. Feminò Fabio, "Fort, l'apostolo dell'incredibile", nr. 478, riv. Le Scienze, giugno 2008, p. 111.
2. Fort H. Charles, "Il libro dei dannati", Armenia Editore, 1973. L'edizione da me utilizzata è quella del 1985.
I testi originali inglesi dell'opera di Fort sono reperibili alla URL: http://www.resologist.net/.
3. Corliss William R., "A Search for Anomalies", riv. "Journal of Scientific Exploration", vol. 16, nr. 3, 2002.