giovedì 25 febbraio 2010

Febbraio 2010. MISCELLANEA

2009-2010- Nuovi articoli sui precursori sismici del terrremoto del 6 Aprile 2009 all'Aquila
Negli ultimi tempi si assiste ad una certa proliferazione di lavori scientifici che trattano di anomalie dei terremoti.
L'argomento dei precursori sismici è stato per un lungo periodo relegato al folklore popolare o nella migliore delle ipotesi a pochi scienziati più coraggiosi che non hanno disdegnato le testimonianze di fenomeni anomali durante i terremoti.
In periodo recente, anche in conseguenza di eventi tragici, come il terremoto dello scorso 2009 all'Aquila, gli articoli scientifici si sono moltiplicati, ed ad alcuni abbiamo fatto riferimento anche nelle pagine di questo blog ["A qualitative study of the seismo-ionospheric precursors prior to the 6 April 2009 earthquake in L'Aquila, Italy" ; "Electromagnetic signals recorded by Perugia and S. Procolo (Fermo) before the L'Aquila earthquake" ; "Luminous an other non-seismic phenomena associated to the April 6, 2009, L'Aquila earthquake" e "Unfolding the procedure of characterizing recorded ultra low frequency, kHZ and MHz electromagetic anomalies prior to the L'Aquila earthquake as pre-seismic ones- ­ Part 1"].
Ma questo maggiore interesse degli scienziati non può essere spiegato solo con un astratto interesse per le "possibilità di previsione dei terremoti", ed in questi termini l'argomento resta più una attrazione mediatica che un sincero desiderio di conoscenza.
A mio parere, ma sarebbe oggetto di indagine approfondita, giocano in questo cambiamento in atto (un cambiamento di paradigma?) una serie di aspetti tecnici e sociali: nuove strumentazioni sono utilizzate, le informazioni circa questa boundary-science circolano maggiormente nel collettivo degli scienziati, nuovi fenomeni scoperti di recente aprono la via alla considerazione di processi elettromagnetici complessi che possono riguardare l'alta atmosfera come la bassa atmosfera...
Penso alla recente scoperta degli Sprite e successivamente di altre categorie di fenomeni simili (TLEs).
Questi fenomeni, notevoli sotto diversi aspetti, rendono meno effimeri altri fenomeni più elusivi come lo sono stati le luci sismiche e/o i fulmini globulari.
Di recente è uscito un articolo che ha attirato anche l'attenzione di tecnologi con cui il CIPH (Comitato Italiano per il Project Hessdalen) si relaziona da tempo, con particolare riferimento alle onde radio (VLF e ULF):

Villante U., M. De Lauretis, C. De Paulis, P. Francia, A. Piancatelli, E. Pietropaolo, M. Vellante, A. Meloni, P. Palangio, K. Schwingenschuh, G. Prattes, W. Magnes, P. Nenovski, "The april, 6, 2009 earthquake at L' Aquila: A preliminary analysis of magnetic field measurements", IAGA 2009, Sopron, Aug 2009 (1).

Questo articolo tratta della possibile identificazione di segnali di anomalie geomagnetiche che precedono l'evento del terremoto.
Nella fascia delle frequenze ULF (Ultra Low Frequency) propone alcune signatures che sarebbero candidate ad essere segni precursori, nell'aumento del rumore di fondo e nel parametro di polarizzazione, ossia il rapporto tra estensione/potenza della componente verticale e di quella orrizzontale, nel mutamento delle caratteristiche dello slope dello spettro di potenza e dimensione frattale, durante la possibile occorrenza di impulsi di breve durata.
Gli Autori di "The april, 6, 2009 earthquake at L' Aquila..." hanno condotto, con tecniche convenzionali di data processing, una analisi preliminare delle osservazioni del campo magnetico messe in atto all'Aquila, durante i mesi precedenti il terremoto del 6 Aprile, focalizzando la loro attenzione nella possibile ricorrenza di caratteristiche simili a quelle identificate in altri precedenti eventi.
Entro i limiti di questa analisi, non sono state riscontrate evidenze circa caratteristiche che siano in sintonia con quelle che in passato sono stati proposti come precursori sismici; in effetti molti degli aspetti delle oservazioni dell'Aquila, che in certi casi appaiono consistenti rispetto aquanto ritrovato in precedenza, sembrano interpretabili in termini di condizioni generali della magnetosfera, e/o di altre diverse sorgenti.

Infine è da aggiungere la serie di articoli comparsa sulla rivista "Natural Hazards and Earth System Sciences" come Numero Speciale della "Journal of the European Geosciences Union", presente alla URL:
http://www.nat-hazards-earth-syst-sci.net/special_issue102.html
"Ground and satellite based observations during the time of the Abruzzo earthquake"
[A Cura Di] M. E. Contadakis, P. F. Biagi, and M. Hayakawa


"A pre seismic radio anomaly revealed in the area where the Abruzzo earthquake (M=6.3) occurred on 6 April 2009"
P. F. Biagi, L. Castellana, T. Maggipinto, D. Loiacono, L. Schiavulli, T. Ligonzo, M. Fiore, E. Suciu, and A. Ermini
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 9, 1551-1556, 2009


08 Sep 2009
"Anomalies in VLF radio signals prior the Abruzzo earthquake (M=6.3) on 6 April 2009"
A. Rozhnoi, M. Solovieva, O. Molchanov, K. Schwingenschuh, M. Boudjada, P. F. Biagi, T. Maggipinto, L. Castellana, A. Ermini, and M. Hayakawa
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 9, 1727-1732, 2009


21 Oct 2009
"Unfolding the procedure of characterizing recorded ultra low frequency, kHZ and MHz electromagetic anomalies prior to the L'Aquila earthquake as pre-seismic ones – Part 1"
K. Eftaxias, L. Athanasopoulou, G. Balasis, M. Kalimeri, S. Nikolopoulos, Y. Contoyiannis, J. Kopanas, G. Antonopoulos, and C. Nomicos
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 9, 1953-1971, 2009


25 Nov 2009
"RST analysis of MSG-SEVIRI TIR radiances at the time of the Abruzzo 6 April 2009 earthquake!
N. Genzano, C. Aliano, R. Corrado, C. Filizzola, M. Lisi, G. Mazzeo, R. Paciello, N. Pergola, and V. Tramutoli
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 9, 2073-2084, 2009


11 Dec 2009
"Strong foreshock signal preceding the L'Aquila (Italy) earthquake (Mw 6.3) of 6 April 2009"
G. A. Papadopoulos, M. Charalampakis, A. Fokaefs, and G. Minadakis
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 19-24, 2010


11 Jan 2010
"Deformation pattern of the 6 and 7 April 2009, MW=6.3 and MW=5.6 earthquakes in L'Aquila (Central Italy) revealed by ground and space based observations"
I. D. Papanikolaou, M. Foumelis, I. Parcharidis, E. L. Lekkas, and I. G. Fountoulis
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 73-87, 2010


14 Jan 2010
"A qualitative study of the seismo-ionospheric precursors prior to the 6 April 2009 earthquake in L'Aquila, Italy"
G. S. Tsolis and T. D. Xenos
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 133-137, 2010


22 Jan 2010
"The 6 April 2009 earthquake at L'Aquila: a preliminary analysis of magnetic field measurements"
U. Villante, M. De Lauretis, C. De Paulis, P. Francia, A. Piancatelli, E. Pietropaolo, M. Vellante, A. Meloni, P. Palangio, K. Schwingenschuh, G. Prattes, W. Magnes, and P. Nenovski
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 203-214, 2010


09 Feb 2010
"Using RST approach and EOS-MODIS radiances for monitoring seismically active regions: a study on the 6 April 2009 Abruzzo earthquake"
N. Pergola, C. Aliano, I. Coviello, C. Filizzola, N. Genzano, T. Lacava, M. Lisi, G. Mazzeo, and V. Tramutoli
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 239-249, 2010


11 Feb 2010
"Unfolding the procedure of characterizing recorded ultra low frequency, kHZ and MHz electromagnetic anomalies prior to the L'Aquila earthquake as pre-seismic ones - Part 2"
K. Eftaxias, G. Balasis, Y. Contoyiannis, C. Papadimitriou, M. Kalimeri, L. Athanasopoulou, S. Nikolopoulos, J. Kopanas, G. Antonopoulos, and C. Nomicos
Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 275-294, 2010


16 Feb 2010
E, sulla stessa rivista "Natural Hazards and Earth System Sciences", il 26 febbraio 2010, è stato pubblicato il seguente articolo:

Lisi M., Filizzola C., Genzano N., Grimaldi C. S. L., Lacava T., Marchese F., Mazzeo G., Pergola N. e Tramutoli V., "A study on the Abruzzo 6 April 2009 earthquake by applying the RST approach to 15 years of AVHRR TIR observations", riv. Nat. Hazards Earth Syst. Sci., nr. 10, 2010, pp. 395-406 .

L'articolo tratta la presenza di anomalie termiche nell'infrarosso (rilevate da satellite) nelle fasi preparatorie del sisma, con riferimento al terremoto dell'Aquila.
E' stato utilizzato un metodo RST, (Robust SatelliteTechnique) testato negli ultimi 15 anni di AVHRR (Advanced Very High Resolution Radiometer).

[Info: Renzo Cabassi. Fonti:1) http://www.iwf.oeaw.ac.at/en/publications/co-authored-presentations.html;2) http://www.nat-hazards-earth-syst-sci.net/special_issue102.html: 3) http://www.nat-hazards-earth-syst-sci.net/10/395/2010/nhess-10-395-2010.html]


Febbraio 2010- Un nuovo interessante articolo sull'impatto di Tunguska
Bill Napier and David Asher, "The Tunguska impact event and beyond", riv. A&G, Vol. 50, Feb. 2009, 1.18-26

Il presente articolo è disponibile alla URL:

http://www.arm.ac.uk/preprints/2009/539.pdf


23 Febbario 2010- L'osservatorio di Medelana (Bologna) riprende il suo primo Sprite
Dall'osservatorio ABB di Medelana (Bologna), l'astrofilo Lorenzo Barbieri ha ripreso due eventi Sprite, per la prima volta.
Le immagini ed i suoi commenti sono disponibili alla URL:
http://meteore.forumattivo.com/sprites-f24/tle-20100223-233229-ut-t847.htm
Con questo rilevamento ottico sono già quattro le stazioni sul territorio della sola provincia di Bologna ad aver raccolto immagini di eventi TLEs (due di queste sono le stazioni SOSO del CIPH).

[qui a lato una delle immagini catturate da L. Barbieri]

[Info: Renzo Cabassi]


lunedì 1 febbraio 2010

Gennaio 2010. MISCELLANEA II

2 Settembre 2009. Un'etica universalista negli incontri extraterrestri?
Sulla rivista Acta Astronautica, è stato pubblicato on-line il seguente articolo:
Baum D. Seth, "Universalist ethics in extraterestrial encounter", riv. Acta Astronautica, Elsevier Science (www.elsevier.com/located/actaastro), Londra, 2 Settembre 2009, pp. 617-623.

La rivista Acta Astronautica, oggi diretta da Dr. S. Konyukhov, fu pubblicata per la prima volta nel 1959 e tratta dello sviluppo tecnologico della scienza spaziale e di esplorazione pacifica dello spazio.

In questo articolo Baum (Dept of Geography, Pennsylvania State University, USA) tenta una valutazione di ciò che risulterebbe dall'incontro tra esseri umani e una civiltà extraterrestre, e le possibili conseguenze a partire da una civiltà che distrugge l'altra o le due cività che lottano al fine di suicidarsi per prime.
E' un pò come se gli europei avessero voluto prevedere l'impatto con gli indiani d'America prima ancora di aver scoperto l'esistenza stessa del continente. Chi avrebbero incontrato, con quale etica si sarebbero scontrati?
Abbiamo poi visto che anche quando il contatto si è verificato, ed anche quando i primi missionari hanno incontrato gli indiani, il risultato è stata il convincimento di essere di fronte ad esseri più simili ad animali che ad una civiltà diversa.
E, questa ideologia è continuata a lungo se mai si è interrotta.
Il fatto è che la visione di quei primi coloni era decisamente occidentalocentrica, ed ancora oggi il modo di vederci all'interno del nostro pianeta è ancora viziato da questo tipo di nobrilisme: noi immaginiamo civili solo quelle società basate su un certo tipo di economia-tecnologia-democrazia simile alla nostra.
Nonostante l'esempio negativo che sta davanti ai nostri occhi (guerre, inquinamento, crisi economiche, etc.) noi non riusciamo a vedere nel modus-vivendi di certe società "primitive" e/o "incontaminate" un tipo di civiltà che spesso ha maggior rispetto dell'ecosistema, o del quieto vivere all'interno della loro comunità. Spesso non riconosciamo loro quella umanità che così facilmente riconosciamo ai popoli dei paesi industrializzati o in via di sviluppo.
Così lo sforzo di Baum, che come altri non può fare a meno di partire da un background terrestre di incontri tra civiltà (non ne abbiamo altri), ripete un modello forzatamente generico e antropocentrico sugli extraterrestri che non conosciamo.
Si puo immaginare che siano più o meno simili a noi, più o meno tecnologici, e dotati di una qualche etica universalista, con il rischio di cadere in una elencazione di banalità circa le modalità di questo incontro.
Si esclude che una intelligenza extraterrestre possa esistere in un modo totalmende diverso rispetto ai nostri parametri: invece, perchè no, un esempio estraibile dalla fantascienza potrebbe essere quello di una civiltà extraterestre sotto forma di energia intelligente.
In un caso come questo le pratiche di incontro non sarebbero prevedibili e/o nemmeno concepibili di fronte a tanta differenza, e l'etica , se non la si traduce in pratiche concrete, diventa un concetto così vago da rischiare certe banalità come quella espressa da Baum con il suo "Cavallo di Troia etico" (p. 621).
Ci spiega che gli extraterrestri potrebbero fingere nell'incontro una certa etica, abbracciandola solo per distruggere la nostra civiltà: la possibilità di incontro con una civiltà più forte della nostra, ma anche più bugiarda della nostra (se possibile).
Ben vengano questi articoli, ma lasciano un insoddisfaciente amertume nel dopo-lettura e l'impressione che ne consegue è che l'autore non abbia nemmeno fatto i conti con la ricerca antropologica svoltasi qui sulla Terra, prima di tentare di varcare altri confini culturali.

Gennaio 2010. Esce il secondo fascicolo della rivista di criptozoologia KRAKEN
La rivista KRAKEN del Museo di Zoologia di Losanna (Svizzera) , dipartimento di criptozoologia B. Heuvelmans, esce con il suo secondo numero dopo il successo del numero 1 che ha richiesto una ristampa.
Questo secondo numero è più sostanzioso, per articoli in francese ed in inglese, e cerca di tenere vivo il dibattito circa lo studio degli "animali nascosti".

Qui può essere ordinato il nuovo numero di KRAKEN ed il precedente:

http://www.zoologie.vd.ch/7_Cryptozoologie/Breves_Crypto/Kraken.html


[Info: gli editors di Kraken, Museo di Zoologia, Dip. di criptozoologia B. Heuvelmans, Losanna]




Conferenza di Jader Monari sulle Luci di Hessdalen al Planetario di Milano, il 9 Febbraio 2010
E' in programma per martedì 9 Febbraio 2010, presso il Civico Planetario di Milano "Ulrico Hoepli" una conferenza pubblica di Jader Monari (Istituto di Radioastronomia INAF di Bologna) dal titolo "Hessdalen: i segreti della valle misteriosa".


[Info Renzo Cabassi; fonte: http://ciph-soso.blogspot.com/2010/02/conferenza-di-jader-monari-su-hessdalen.html; nell'immagine accanto: Jader Monari a sinistra assieme a Bjorn G. Hauge dell'
Høstfold University College (Oslo), ad una cena conviviale nello scorso 2009]

giovedì 28 gennaio 2010

22 Gennaio 2010. ARTICOLO SUI PRECURSORI SISMICI NELLA IONOSFERA, DURANTE IL TERREMOTO DELL'AQUILA DEL 6 APRILE 2009

La rivista "Natural Hazards and Earth System Sciences", della EGU (European Geosciences Union), ha appena pubblicato un articolo che cerca di verificare la possibilità di precursori sismici nella ionosfera:

Tsolis G. S. e Xenos T. D., "A qualitative study of the seismo-ionospheric precursors prior to the 6 April 2009 earthquake in L'Aquila, Italy", riv. "Nat. Hazards Earth Syst. Sci.", nr. 10, 2010, pp.133-137

Gli Autori usando il metodo di "Cross Correlation analysis" in abbinamento al "Empirical Mode Decomposition" hanno analizzato i segnali foF2 (che sono conosciuti come rumori geofisici e ionosferici) raccolti dalle stazioni ionosferiche di Roma, Atene e San Vito, precedenti al recente terremoto dell'Aquila (6 Aprile 2009).

Il risultato del loro studio è in accordo con il modello teorico ed evidenzia delle modificazioni ionosferiche precedenti il terremoto dell'Aquila, in un'area determinata attorno all'epicentro (vedi grafico fig. 2 dell'articolo, p. 135).

Pur mostrando i limiti del metodo applicato, gli Autori rilevano che questi precursori possono presentarsi anche 22 giorni prima dell'evento sismico.

[Info Renzo Cabassi; fonte: http://www.nat-hazards-earth-syst-sci.net/10/133/2010/nhess-10-133-2010.html]

mercoledì 27 gennaio 2010

22 Gennaio 2010. ARTICOLO SULLA GEOLOCALIZZAZIONE DEI FLASH GAMMA-RAY TERRESTRI.

I TGFs (Terrestrial Gamma Ray Flashes) sono impulsi intesi di gamma-ray associati all'attività dei lampi, rilevati di solito da mezzi spaziali alle orbite più basse.

L'articolo:
Cohen, M. B., U. S. Inan, R. K. Said, and T. Gjestland, "Geolocation of terrestrial gamma-ray flash source lightning", riv. "Geophysical Research Letters", vol. 37, 2010
tratta della geolocalizzazione dei TGFs (con un errore entro i 30 km) rilevata attraverso onde radio ELF/VLF...

[info Renzo Cabassi; fonte: http://www-star.stanford.edu/~vlf/publications/2010-03.pdf]

lunedì 11 gennaio 2010

Gennaio 2010. MISCELLANEA LUMINOSA

22 Maggio 2009. Tesi sui Transient Luminous Events ed il loro studio attraverso le onde radio VLF (Very Low Frequency)
Robert Andrew Marshall, ha presentato il 22 Maggio 2009 la propria tesi dal titolo "VERY LOW FREQUENCY RADIO SIGNATURES OF TRANSIENT LUMINOUS EVENTS ABOVE THUNDERSTORMS" (pp. 184), presso la Stanford University.
Firmatari della tesi sono stati:Umran S. Inan,Victor P. Pasko, e Jelena Vuckovic.

Marshall tratta l'ampia gamma dei TLEs con riferimento a loro studio attraverso le VLF, considerando casistica specifica, modelli e, infine, prospettive per lo studio in questo ambito.

[info: R. Cabassi (agg. 27 Gennaio 2010); fonte: http://www-star.stanford.edu/~vlf/publications/theses/RMarshallThesis_onesided.pdf]

19 Luglio 2009. A proposito dell'organizzazione in circolo dei Column-Sprite durante i temporali invernali ad est del Mediterraneo

La rivista "Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics" (homepage: www.elsevier.com/locate/jastp) ha di recente pubblicato un articolo degli scienziati del gruppo ILAN (Israele) nel quale si tratta delle formazioni di colonne di Sprite disposte in forma circolare e delle possibili spiegazioni di tale organizzazione :

Elyakom Vadislavsky, Yoav Yair, Carynelisa Erlick , Colin Price , Eran Greenberg , RoyYaniv , Baruch Ziv , Naama Reicher , Adam Devir, "Indication for circular organization of column sprite elements associated with Eastern Mediterranean winter thunderstorms", riv. "Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics", nr. 71, 2009, pp. 1835–1839.

L'argomento era già stato trattaro in precedenza dal gruppo ILAN (vedia ll' URL : http://www.costp18-lightning.org/Publications/symposium2008/4-4_Vadislavsky.pdf)

Nell'articolo è tra l'altro presente una immagine di Sprite, catturata dalla stazione SOSO (Idice) del CIPH (R. Labanti, p. 1836).

Ottobre 2009. Scontro di Aurore produce un'esplosione di luci
La NASA Science News comunica la registrazione di un fenomeno"mai-visto-prima" (con quelle modalità) attraverso una rete di telecamere All-Sky, ovvero lo scontro tra due Aurore:

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/17dec_whenaurorascollide.htm?list1085368

Questo fenomeno è stato presentato il 17 dicembre 2009 al "Fall meeting of the American Geophysical Union" in San Francisco dallo scienziato Larry Lyons dell'UCLA.

[info: Renzo Cabassi]


12 - 16 Ottobre 2009. Intervento sugli Sprite alla "5th European Conference on Severe Storms " a Landshut (Germania)
Oscar van der Velde, Joan Montanyà, David Romero, Serge Soula, Nicolau Pineda, Joan Bech, e Victor Reglero, hanno trattato l'argomentto "Observations of Western Mediterranean TLE: LS8000 Intracloud Lightning and High-Speed Video".

[Info: R. Labanti]


7 Dicembre 2009. Sprite e Elve, a latitudini particolarmente settentrionali, catturati in Finlandia per la prima volta
Si tratta di una delle registrazioni più a settentrione tra gli Sprite (e Elve) catturati in Europa.
Renzo Cabassi (Comitato Italiano per il Project Hessdalen) fa notare che l'evento registrato dall'astrofilo Timo Kantola, è praticamente alla stessa latitudine di Hessdalen, e ci da ulteriori informazioni sul sito CIPH/SOSO alla URL: http://ciph-soso.blogspot.com/2009/12/sprite-settentrionali-in-finlandia-9.html.

Dicembre 2009. Articolo sui Fenomeni Luminosi in Atmosfera: la valle del fiume Taro in Italia come la valle di Hessdalen in Norvegia?
E' del geologo Valentino Straser l'articolo comparso sulla rivista "New Concepts in Global Tectonics " che fa un confronto tra fenomeni luminosi registrati nella valle del fiume Taro ed il fenomeno di Hessdalen:

Straser Valentino, "Luminous Phenomena in the Atmophere: signs of uplift of the Earth's crust? The lights in Taro Valley (Italy) and Hessdalen (Norway)", riv. "New Concepts in Global Tectonics", nr. 53, 2009.

Straser sospetta la valle del Taro come una zona di ricorrenza di Fenomeni Luminosi in Atmosfera, dello stesso tipo di Hessdalen.
Questa ricorrenza permetterebbe di dimostrare delle analogie storiche, tra il sollevamento della crosta terrestre delle due aree.
Le Sfere di Luce, potrebbero essere dovute ad elementi comuni per quanto riguarda le dinamiche geologiche e la mineralogia sottostante la crosta.

[Info: Renzo Cabassi]

domenica 3 gennaio 2010

CERCHI NEL GRANO E ANOMALIE

Cum Grano Salis
[recensione di Nico Conti]


Nel dicembre del 2008 la casa editrice UPIAR, nata nel 1976 ed oggi dedita alla stampa di lavori del CISU(Centro Italiano Studi Ufologici), pubblica la monografia “Cum Grano Salis” di Margherita Campaniolo, facendo eccezione alla regola che vuole come autori i propri associati.
Campaniolo, appassionata di astronomia, nel 2001 aveva iniziato ad interessarsi di Ufo e di Cerchi nel Grano, completando nel 2003 la sua prima versione digitale di “Cum Grano Salis”.
L’argomento è certo fuori tema per “Il Laboratorio delle Anomalie”, se non per lo stiracchiato ed azzardato accostamento che spesso è stato fatto tra BoL (Ball of lights), generiche sfere di luce, ed i giganteschi agroglifi che iniziarono ad infestare i campi inglesi diversi anni fa (Crop Circles).
Ben presto, come sappiamo, qualcuno sospettò di questi lavori notturni gli extraterrestri.
Con un indimostrato meccanismo a base di microonde, evocato dagli esperti di crops, i cereaologi, queste sfere di plasma avrebbero piegato le spighe disegnando complessi quanto incomprensibili “messaggi” nel grano.
In alcune pagine della monografia, non prive di una certa ironia, Campaniolo ci spiega come un tale trattamento operato per mezzo di microonde otterrebbe come risultato di bruciare un campo di cereali, o nella migliore delle ipotesi di trasformarlo in pop-corn. Ma non è questo il punto centrale dei suoi ragionamenti e il lato più interessante del suo lavoro sui Cerchi nel Grano.
E’ importante piuttosto il metodo con cui fa fronte a quelle che sono state denominate le “anomalie” presenti nei Cerchi del Grano.
E, comunque sia, per quanto fuori tema rispetto al presente Blog, non avrei potuto esimermi dal recensire il lavoro dell’amica Campaniolo.
Infatti, la rilettura di quest’ultima versione di “Cum Grano Salis”, che ho fatto in questi giorni, mi ha fatto con piacere tornare indietro all’inizio del 2000, quando si partecipava insieme ad una mailing-list ufologica ed il “dibattito” sulla realtà dei cerchi nel grano era ancora parecchio acceso tra gli appassionati di Ufo.
Fu un periodo di grande accrescimento personale grazie allo scambio di pareri su un argomento che vedevo affrontato dalla Campaniolo con grande slancio positivo, ed infine era stato un piacere seguire il suo sincero tentativo di convincere credenti e scettici, che non era sufficiente schierarsi tra chi risolveva il problema dei Cerchi con gli extraterrestri e chi invece, adottando la confessione di due anziani burloni, se ne sbarazzava rapidamente considerandolo solamente una stranezza extraufologica.
Dopo l’iniziale curiosità sui Cerchi nel Grano la mia opinione era davvero molto semplice: non riuscivo a vedervi un problema di ordine scientifico, anzi l’idea che extraterrestri disegnassero un pot-pourri di simboli terrestri sui nostri campi la trovavo abbastanza insensata, e ben presto rimase solo la curiosità di capire perché per tanti appassionati e studiosi i Cerchi nel Grano potessero davvero rappresentare un misterioso contatto con intelligenze di altri pianeti.
Non si trattava certo del semplice meccanismo di credenza del tipo che spingeva alcuni a recarsi infervorati nel bel mezzo dei Cerchi a braccia levate per raccogliere non meglio precisate energie.
Vi erano analisi dotate di una loro razionalità per quanto non condividibili.
Dei Cerchi nel Grano come fenomeno mi insospettivano ( e non ero il solo) alcuni aspetti in particolare:
1) Con passare del tempo i cerchi si complessificavano: disegni sempre più grandi e più complicati. Ciò faceva pensare a manualità che andavano esercitandosi e migliorando, piuttosto che a intelligenze superiori dotate di chissà quali marchingegni.
2) La scoperta o la confessione di molti circlemakers (fautori di cerchi): non si trattava solo della confessione di due pensionati inglesi fatta agli inizi degli anni 90.
Si scopriva che era impossibile distinguere un Cerchio nel Grano “falso” da uno “vero” basandosi solo sul risultato.
3) I simboli utilizzati nei cerchi erano un conglomerato di grafie (molto terrestri) che nulla avevano di simile ad un sistema di comunicazione. Salvo che non si tratti di arte, comunicare significa tutt’altra cosa, comporta l’utilizzo di un medesimo linguaggio, un interscambio culturale, una comprensione reciproca, etc.
Tutto ciò poteva bastarmi e avrei potuto far chiudere tranquillamente il mio personale dossier, ma ero davvero affascinato dall’approccio della Campaniolo, poi confermato ampliamente nel suo presente lavoro “Cum Grano Salis”.
Campaniolo faceva fronte alle anomalie dei Cerchi nel Grano attraverso le conoscenze dell’Agronomia.
Era successo che una volta stabilito che era impossibile discernere , a partire dalla precisione dei cerchi, quelli che erano “veri” da quelli che erano “falsi”, i principali studiosi si erano dati da fare per evidenziare alcune caratteristiche all’interno dei cerchi che li rendevano, a loro dire, irripetibili da parte di mano umana.
Le anomalie che dovevano essere considerate come discriminanti erano:
a) Le spighe appiattite al suolo,non muoiono e continuano a crescere.
b) Le spighe si piegano lungo un nodo eccessivamente allungato rispetto alla “norma”.
c) Le spighe presentano nodi sottoterra.
d) I nodi presentano fori di espulsione.
e) Le spighe presentano poliembrionia o sterilità.
f) Le spighe presentano una crescita non regolare e distorta alla base della parte fruttifera.
g) I semi presentano anomalie nella germinazione
h) Vi sarebbero modificazioni genetiche delle spighe all’interno dei cerchi.
Campaniolo decide di ripercorre tutte queste supposte anomalie facendo ricorso alla consulenza di agronomi, e della letteratura specifica, dimostrando che esse trovano tutte una serie di spiegazioni in determinate condizioni di allettamento, trattamento delle spighe, etc.
Quanto all’ultimo punto (h) circa le modificazioni genetiche, esse sono state più asserite che correttamente dimostrate, attraverso una qualche procedura sperimentale che potesse definirsi tale.
Lascio quindi alla lettura delle spiegazioni offerte da "Cum Grano Salis" e all’approfondimento dedicato a tutti gli aspetti dei Cerchi nel Grano, incluso quello storico, il piacere di scoprire la differenza tra le anomalie degli agronomi e quelle messe in campo dai cereaologi esperti dei Cerchi nel Grano.
Sembra di poter concludere che i cereaologi non si siano accorti che, ancor prima degli extraterrestri, le anomalie a cui facevano riferimento fossero dovute a tanti altri interpreti terrestri: le condizioni climatiche, l’attività agricola, quella degli agronomi.
I cereaologi, gli ufologi, gli esoterici, i circlemakers avevano solo e semplicemente ricamato su quelle anomalie preesistenti.
Cosa rimaneva da fare per evitare di discutere le stringenti argomentazioni della Campaniolo? Un aspetto consistente del dibattito fu rappresentato dal ricorso alla autorità da parte degli oppositori.
La “Bibbia” dei cereaologi era rappresentata dalla pubblicazione di due articoli su una rivista scientifica scandinava di agronomia, Physiologia Plantarum, che tra il 1999 ed il 2001 aveva pubblicato alcune delle argomentazioni di Levengood ed Haseloff sulle anomalie dei cerchi.
Come si permetteva la Campaniolo di andare contro articoli scientifici? Con quale competenza in materia osava contraddire Physiologia Plantarum? Su quali riviste di pari livello aveva scritto di ciò che affermava?
Lascio alle “Conclusioni” di Margherita Campaniolo la riposta a queste domande, ma mi si permetta di dire che è abbastanza curioso il ricorso all’autorità scientifica da parte di chi si pone al di fuori della “scienza ufficiale”. Gruppi di persone che come i cereaologi si battono, con tutti i diritti, contro una ortodossia (le spiegazioni cereaologiche delle anomalie dei Cerchi decisamente non lo sono), si trovano poi a dover far ricorso all’autorità suggerita dall’ortodossia della Scienza stessa.
Un singolo articolo e/o un “opinions and comments” dovrebbero, da soli, bastano a dar forza di oggettività alle proprie certezze minacciate da questa parvenue delle scienze che è, ai loro occhi, Margherita Campaniolo.
Strano modo semplicistico di scientificizzare un problema, oltre che contradditorio!
Comunque sia, e a conclusione di queste righe, non mi sembra ancora abbastanza chiaro a tutti l’approccio dialettico proposto da Campaniolo.
La sua critica metodologica non la attua solo verso coloro che, pur sbagliando, si sono presi la briga del problema dei Cerchi nel Grano, ma anche verso tutti quelli che si sono invece accontentati della spiegazione del tipo “due pensionati burloni…”.
Uno scherzo una volta svelato finisce lì, non ha bisogno di essere continuato, di essere commentato così a lungo , in altre parole si risolve nel suo dichiararsi tale.
A distanza di anni possiamo invece continuare a contemplare i Cerchi nel Grano, ovvero l’arte dei Cerchi nel Grano, che ottenendo una lunga e decennale dialettica tra le parti, riesce in una delle imprese a cui gli artisti più ambiscono: progettare un mondo che fa provare emozioni e fa discuterne. Neanche la più “tradizionale” land-art è mai riuscita a tanto: a far parlare dei suoi simboli effimeri immersi nella Natura, fare interpretazioni delle immagini proposte dall’artista, e infine a far interagire così profondamente opera d’arte e spettatore.
Con i Cerchi nel Grano, l’opera artistica assume una sua autonomia dall’artista; a "fare" quell’opera d’arte partecipano gli stessi fruitori, che entrano, allo stesso modo come passeggiano all’interno di un crop, all’interno di un mondo possibile quanto alieno. Da semplici spettatori loro stessi diventano autori (meglio co-autori), colorano e modellano metaforicamente l’immagine che si presenta ai loro occhi come straordinaria,la misurano, la interpretano in modo esoterico oppure la sperimentano con strumenti: in altre parole la ri-fanno e ritualizzano.
Le immagini dei Cerchi nel Grano vengono così “sacralizzate” da un collettivo assai ampio: il Diavolo mietitore del 1678, evocato da questo insieme di rituali “artistici”, torna a calpestare la nostra terra, stavolta sotto forma di un elusivo extraterrestre (un po’ come nel film “Signs” di M. Night Shyalaman). L’opera d’arte ritrova la sua religiosità primordiale originale.
In conclusione anche dai Cerchi nel Grano si possono imparare cose, attraverso di loro addivenire a qualche verità (una volta tanto non scientifica): per questa scoperta devo personalmente ringraziare Margherita.

Campaniolo Margherita, “Cum Grano Salis. Viaggio nel mondo dei Cerchi nel grano. La “naturalis Historia” dei Crops Circles”, Documenti UFO, Monografie a cura del CISU, nr. 36, UPIAR, dicembre 2008, pp. 101.

martedì 22 dicembre 2009

Dicembre 2009. ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI FENOMENI LUMINOSI DEL TERREMOTO DELL'AQUILA

Del ricercatore Cristiano Fidani è stato appena pubblicato un articolo breve sul sito del CIPH, con titolo: "Alcune considerazioni sui fenomeni luminosi del terremoto dell'Aquila" (2009).
Proseguendo la tradizione di raccolta delle testimonianze sui precursori sismici così come l'aveva iniziata Ignazio Galli (1910), Fidani ha sottoposto la popolazione abruzzese a quasi sette mesi di interviste; questa gente colpita così duramente dal cataclisma (e che per gran parte vive ancora in condizioni precarie) ha testimoniato abbondantemente l'avvistamento di fenomeni (non sismici) osservati dalla fine del 2008, e per buona parte del 2009.
Fidani utilizza per questo studio una classificazione simile a quella di Galli (dividendo i fenomeni luminosi nell'arco di tempo prima, durante e dopo le scosse sismiche). La sua classificazione è composta dalle seguenti manifestazioni luminose: Lampi, Sprazzi luminosi, Luci aurorali, Globi luminosi, Colonne di fuoco, Travi di fuoco, Vortici luminosi, Fiamme, Fiammelle, Scintille, Vapori luminosi, Luce diffusa, e Nuvole luminose.

L'articolo breve di Cristiano Fidani è presentesul sito CIPH alla URL:
http://www.itacomm.net/EQL/2009_FIDANI_.pdf

Vi sarà modo di parlare ulteriormente di questo suo lavoro che è solo agli inizi.

[Info: Renzo Cabassi, CIPH]