domenica 20 settembre 2009

settembre 2009. A PROPOSITO DI LANTERNE CINESI E UFO

LE NOTTI ESTIVE DELLE LANTERNE CINESI
Quando si prendono le lanterne per lucciole
[Articolo Breve, Nico Conti]



Quando qualche tempo fa ho scritto del cul de sac nel quale si stava infilando l'ufologia degli ultimi anni, avevo preso ad esempio il recente caso delle lanterne cinesi che sembravano aver inondato i cieli italiani in una specie di globalizzazione degli oggetti che si possono confondere in cielo con altre luci (http://il-laboratorio-delle-anomalie.blogspot.com/2009/07/luglio-2009-miscellanea.html) e non immaginavo che questo sarebbe diventato un fenomeno ufologico dell'anno.
L'invasione delle lanterne cinesi continuata durante il mese di agosto ha messo in evidenza l'impossibilità di trasformare l'ufologia in un una pratica scientifica dotata di un programma che vada oltre la racconta frenetica: l'indiscernibilità che risulta tra avvistamenti di lanterne ed altri avvistamenti di fenomeni naturali, di luci notturne, o quant'altro, è indice evidente di questa mancanza di pratiche scientifiche.
Prendiamo ad esempio una tipica descrizione di un volo che può riferirsi a lanterne cinesi: "Luci arancioni, di intensità crescente che si sono disposte in formazione a diamante inizialmente ferme e poi si sono lentamente mosse verso l'alto con intensità luminosa massima, per poi lentamente spegnersi ad una ad una…".
Non sempre la descrizione del testimone è auto-conclusiva come in questo caso (la descrizione corrisponde letteralmente a ciò che ci si può aspettare dallo specifico "lanterne"), e nonostante ciò capita comunque con molta frequenza che l'ufologo determini con sicumera che il fenomeno descritto è da ascrivere alle lanterne.

Nel caso di Trecase nei pressi di Napoli l'informazione di un avvistamento viene data così da un sito web ufologico: "Ci giungono in redazione alcune mail relative ad un presunto avvistamento ufo nell’area Vesuviana avvenuto mercoledì 12 agosto 2009, al quale hanno assistito numerosi testimoni. Non è la prima volta che questi oggetti si manifestano in prossimità del Vesuvio e più in generale nelle zone vulcaniche. Che vi sia una possibile correlazione tra ufo e vulcani?" (Fonte: http://evidenzaliena.wordpress.com/2009/08/13/ancora-ufo-sul-vesuviola-conferma-da-numerosi-testimoni-oculari/).
Sappiamo che gli ufologi hanno sviluppato, nell'arco di 60 anni, ogni tipo di correlazione tra Ufo-dischi-volanti ed ogni tipo di fatto: presenza di centrali elettriche, siti militari, faglie, vulcani, etc..
In questo caso il sito ufologico non si sbilancia in direzione dell'identificazione in un fatto banale per spiegare ciò che è stato visto, non identifica quelle luci in lanterne, ma fa una veloce correlazione tra Ufo e vulcani.
Ma cosa hanno raccontato i testimoni?
Un primo testimone, Gennaro, riguardo al caso di Trecase scrive: "Ieri sera, (12 agosto 2009), erano circa le 21.00 quando nel cielo di Napoli e precisamente nei pressi di Trecase (NA) ho avvistato assieme alla mia famiglia ed altri amici, 5 luci di fortissima intensità che girovagavano senza meta sul Vesuvio, incuriositi ci siamo fermati a guardare. Ad un tratto una sesta luce si è alzata dal suolo e si è avvicinata ad una delle 5, le altre si muovevano lentamente. Ad un tratto una di quelle ferme ha fatto il giro del Vesuvio ritornando dopo pochi attimi ed avvicinandosi alle due. infine si sono dileguate, una di queste però è rimasta visibile per più tempo".
Un secondo testimone, Milena, così descrive il fatto: "Stanotte ho fatto una breve ricerca con Google sugli avvistamenti nei pressi dell’area vesuviana ed ho trovato il vostro sito… Verso le 21.15 di ieri sera mi trovavo in macchina con mio marito sull’autostrada Napoli – Salerno, nei pressi dell’uscita di Scafati, ed ho notato che vi erano delle strane luci sul Vesuvio, man mano che
avanzavamo, mi sono resa conto che le luci erano sospese, dapprima ho pensato ad una costellazione, ma erano troppo grandi e di un colore rossastro. Non erano allineate e quella che era sulla sommità lampeggiava leggermente. Non ho potuto scattare una foto col cellulare perché avevo la bimba in braccio e il tratto di autostrada, in quel punto, non è per niente favorevole ad una sosta, mio marito ha visto solo quelle che all’apparenza erano posizionate sul Vesuvio, non poteva certo girarsi mentre portava l’auto. Premetto che non ho mai creduto nell’esistenza di alieni e simili, ma dopo ieri sera mi sono ricreduta vivamente, anzi sono scioccata non ho dormito tutta la notte".
Questa seconda testimone ha delle aspettative su quelle luci misteriose che sul sito ufologico, ove ha lasciato il proprio commento, in qualche modo le vengono confermate come "evidenze aliene" (è questo il nome del sito).
Ma cosa hanno visto? Non vi è nulla in queste testimonianze che non possa essere ricondotto a lanterne cinesi, ma allo stesso tempo non vi è nulla che non possa essere ricondotto ad altre testimonianze simili che in altri casi hanno preso a prestito altri termini: luci sismiche, luci da vulcano, etc..
L'onere della prova resta perciò immutato di fronte ad un caso ufologico che sembra risolto in sé, da un ragionamento circolare: ci sono lanterne cinesi che vengono rilasciate in cielo, la descrizione è quella delle lanterne cinesi, sono lanterne cinesi.
E' questo il meccanismo dell'ufologia razionalista.
Evidentemente possiamo accontentarci di una tale identificazione a forfait, ma non possiamo dire di aver trasformato la pratica ufologica in una pratica "scientifica" o qualcosa che gli assomigli.
Dove sono ad esempio i lanciatori di lanterne? Dove sono i fenomeni luminosi legati o meno ai vulcani? E' attraverso questa identificazione degli identificabili (in gergo ufologico Ifo) che io risolvo il problema del non identificato (Ufo)? Infine e più importante: non è che mi sto concentrando sul "rumore" testimoniale piuttosto che sul "segnale"?

Ma ritorniamo un attimo alla testimonianza di Milena; un ufologo scettico della mailing-list Casi-Ufo ha ritenuto che la testimone non riesca ad "adattare l'immagine mentale che ha della lanterna cinese con quanto ha visto" per il motivo che pochi giorni dopo, il 20 agosto, la stessa Milena commenta: "Beh lo so anche io che il Vesuvio è un vulcano attivo, quello che ho voluto sottolineare è stata la coincidenza tra ciò che è stato visto e il movimento sismico. Per quanto riguarda le lanterne rosse è un’ipotesi che non prendo neanche in considerazione, visto che mi trovavo ad una distanza abbastanza rilevante e lo sbarluccichio intermittente della labile fiammella era visibile solo in una lanterna posta sulla sommità. Non so cosa abbiamo visto io e mio marito, e sinceramente non me lo voglio neanche immaginare, perché se fossero veramente ufo la vita umana, in bene o in male, sarebbe stravolta radicalmente. Verità nascoste o meno, auguriamoci che non sia così; per quanto la nostra fantasia galoppante non abbia limiti, la realtà tangibile offre sempre inaspettate e impensabili sorprese!" [il corsivo è un virgolettato sul sito web cit.].
Se noi prestiamo attenzione solo alla descrizione della testimone, è evidente che non descrive nulla di più di ciò che ha visto e lo fa con notevole precisione: "le luci erano sospese", "grandi e di un colore rossastro", "lampeggiava leggermente", "sbarluccichio intermittente della labile fiammella", etc..

Nel caso specifico con l'identificazione in lanterne l'ufologo farebbe riferimento ad una "griglia interpretativa" a suo parere più ampia di quella del testimone (tale da permettergli di porsi in una posizione di autorità rispetto al testimone). L'ufologo può affermare che in tal senso utilizza lo stesso sistema che oggi ci permette di interpretare un certo tipo di scia luminosa nel cielo come un bolide senza bisogno di avere dati. Ma una tale convinzione non corrisponde ai fatti storici come realmente si sono sviluppati per le meteore e come invece non possono svilupparsi con le lanterne.
Le lanterne si inseriscono recentemente nel vasto quadro di testimonianze Ufo (non identificati), mentre diversamente, per i bolidi, bisogna risalire ad una serie di eviti storici e di pratiche scientifiche per poter affermare di ritrovarsi in una situazione più o meno simile. Anche i bolidi erano un tipo di non-identificati (anzi relegati al semplice folklore delle "pietre di fulmine"). Per farli divenire degli "oggetti quotidiani" queste meteore hanno avuto bisogno di un insieme di messe in atto da parte del collettivo degli scienziati, ed infine di Biot e della gente di Aigle, la cittadina dove era capitata una pioggia di meteoriti nel 1803 (vedi Lagrange: http://il-laboratorio-delle-anomalie.blogspot.com/2009/02/biot-lesempio-dei-meteoriti-e-gli.html).
In altre parole vi era stata una ri-costruzione degli eventi, una analisi delle testimonianze, una raccolta dei reperti (meteoriti), un dibattito sulle diverse possibilità, una correlazione tra tutti questi elementi, una socializzazione di questi nuovi oggetti, un "fare scienza" che qui, nel caso delle lanterne manca e non può essere altrimenti: in una sintesi più imprecisa è mancata oggi la prova (di un fatto peraltro banale).
Peggio: si stanno catalogando testimonianze che non possono avere alcuna ambizione di divenire testimonianze di un fenomeno nuovo.

E' pur vero che l'affermazione "siccome assomigliano a lanterne cinesi in volo, sono lanterne" possa avere una sua validità nella stragrande maggioranza dei casi (se si potesse provare), e quindi resterà sempre il dubbio di gettare "il bambino con l'acqua sporca". Se tratteniamo e cataloghiamo tutti i casi lanterne-like come lanterne, può darsi che ci sfugga qualche caso che rappresenta altro.
Ma sappiamo che quando fanno uso della casistica gli scienziati preferiscono una certa severità nel sbarazzarsi dei casi dubbi, piuttosto che sporcare i dati.
L'ufologo opera al contrario: fa affiorare il suo iceberg di testimonianze Ufo non altrimenti riportate in precedenza, fino a che si può supporre che il segnale resti sommerso all'interno dei suoi cataloghi da questo variegato conglomerato.
C'è da porsi il dubbio che l'attività ufologica (una grande mole di lavoro!) abbia come fine ultimo di identificare ciò che i testimoni ci dicono!
Ciò che cambia quindi tra il discorso della testimone e quello dell'ufologo è solo l'interpretazione basata sulle diverse esperienze. In mancanza di una "prova" costruita come nelle scienze, l'ufologo ne fa un discorso di autorità, quasi che l'onere di un qualche tipo di prova scientifica di ciò che è stato visto sia da porre sul testimone di turno (che prenderebbe "lanterne per lucciole") e non su chi fa ricerca sugli Ufo.
Tutti gli avvistamenti di luci notturne divengono per conseguenza fatti simili (anzi non-fatti), uguali, non discriminabili poiché l'attenzione viene posta sul "rumore" anziché sul possibile "segnale" che la messe di testimonianze Ufo ci "nasconde".
E' esattamente l'opposto del modo di lavorare che lo scienziato cerca di mettere in pratica quando si pone il problema sul modo in cui eliminare i rumori o poter fare a meno di considerarli.

Questa "ondata" di lanterne cinesi è paradigmatica di una situazione di crisi in cui l'ufologia tutta si è infilata; anche l'entusiasmo scatenato da questo pot pourri di avvistamenti è emblematico.
A ben vedere la casistica a mezzo carta stampata non rivela molte differenze rispetto agli anni precedenti, e questo aspetto viene indicato anche dall'ufologo Edoardo Russo (CISU) sulla mailing-list Casi-Ufo, già il 3 agosto 2009 (http://www.cisu.org/ecotot.htm). Vi è un aumento di notizie sugli Ufo ma nei grandi numeri certi picchi si erano già verificati in anni precedenti.
Si prenda poi la famosa ondata 1978, a cui gli ufologi hanno spesso fatto riferimento confrontandola con la presente.
Edoardo Russo rileva che (se si eliminano i picchi dei mesi clou dovuti ai 4 flap del 14/settembre, del novembre adriatico, del dicembre e del Capodanno, del 1978), il numero medio mensile (63) di ritagli di giornali che hanno parlato di Ufo nel 1977, nel 1978 e nel 1979 non è stato affatto più consistente del numero medio mensile (59) di ritagli dello stesso tipo che il CISU ha raccolto nel 2008 e (per i primi 8 mesi) nel 2009.
Il centro di servizio documentario del CUN, tramite il suo responsabile Franco Mari, a fine agosto (1 settembre 2009) informa (sempre sulla mailing-list Casi-Ufo) che la casistica raccolta dalla loro associazione ufologica rileva un rientro dell'andamento di agosto ai livelli dell'anno precedente, fermo restando un aumento totale dei casi raccolti rispetto l'anno precedente 2008.
L'interessante della tabella che allega Mari consiste nel fatto che la raccolta casistica continua ad essere fatta dal responsabile di questa associazione come prima dei tempi di internet.
L'origine delle fonti di raccolta è la stessa. Mari ha seguito questa strada allo scopo di avere delle comparazioni statistiche il più significative possibili con gli anni precedenti e non influenzate da nuovi metodi di raccolta.
La casistica consiste quindi in tutto ciò che viene riferito da testimoni direttamente all'associazione con la sola aggiunta delle notizie di fonte giornalistica (una volta c'era solo la carta stampata oggi si aggiungono tra gli altri i siti giornalistici on-line).
Non inseriscono invece ciò che proviene da forum, blog, mailing-list e via dicendo, poiché non lo avevano fatto in passato e non lo fanno con questa nuova "ondata" in corso.
Evidentemente il metodo tende ad eliminare una grossa fetta di ciò che è "sociale" (gli Ufo e la loro comunicazione ai tempi di internet) ma almeno ci si pone il problema pratico di non aggiungere rumore al rumore.
Un tale modo di procedere seppur sbagliato in senso assoluto, tende a ridimensionare l'entusiasmo ed il divertissement che soprattutto gli ufologi "razionalisti" hanno mostrato nei confronti dell'attuale "ondata" 2009 comparata a quella famosa per dimensioni degli Ufo del 1978.

A metà settembre 2009 la raccolta non è lontana dai 2000 casi circa del 1978: ma che differenza!
Ai tempi i giornali erano praticamente stati il motore mediatico dell'ondata del 1978 mentre di internet ovviamente neanche c'era l'ombra, per non parlare dei computer appena agli inizi. Tra l'altro i giornali avevano pochi lettori e le notizie degli Ufo in quel periodo sovrastavano le altre notizie di attualità.
Quanto al lavoro degli ufologi, siamo agli ufologi della prima ora che avevano già accumulato una esperienza pluridecennale sul terreno: essi scartavano i casi evidenti di banalità riconoscibili e facevano spazio solo alla raccolta di non-identificati. Esattamente il contrario di oggi come ha fatto notare anche lo studioso Renzo Cabassi che durante quell'ondata fu un giovane quanto attivo inquirente dell'associazione CNIFAA, di cui era stato cofondatore (più tardi confluita nel CISU).
Per l'esattezza si può assistere in quei anni al passaggio verso una nuova metodologia di raccolta casistica, che pur partendo dalle premesse classificatorie dell'americano Josef Allen Hynek (che di fatto classificava le testimonianze Ufo come esperienze di possibile contatto extraterrestre) tendeva verso un metodo più rigoroso (vedi ad esempio la raccolta del flap del 14 settembre del 1978 attuata da Edoardo Russo e pubblicata a dicembre di quello stesso anno su "Notiziario UFO").
Si trattava di quei giovani, diciamo la seconda leva di ufologi, che pochi anni dopo avrebbero fatto parlare di nuova-ufologia, in Italia come in Francia dove uno scetticismo interno all'ufologia stessa era nato.
Attenzione però a voler vedere l'astronomo Hynek solo come un credente nella sola ipotesi extra-terrestrialista, i vecchi ufologi come legati ad un vecchio metodo, ed i nuovi ufologi come qualcosa di estremamente diverso: siamo di fronte ad un lento processo di disillusione, dopo le ampie attese dei primi decenni degli Ufo.
Il metodo di raccolta del 1978 è quello utilizzato ancora oggi, con sempre più precisazioni e particolarizzazioni, con la conseguenza che una griglia di catalogazione nata per catturare ET, viene ora utilizzata per catturare gli osservatori di ogni tipo di stranezze.

Nel 1978 cominciano a cambiare le cose, si potrebbe dire che l'attenzione che era stata posta nei casi ad elevata stranezza, si sposta su una attenzione più ampia che è quella di una visione in cui il fenomeno è posto maggiormente in capo al testimone piuttosto che a ciò che lo circonda.

La mole imponente dell'attuale ondata 2009 , come ci appare attraveros la lente di ingrandimento dei mezzi internet, dimostra l'esatto contrario di quello che sembra a prima vista; infatti, dati i nuovi mezzi mediatici messi in campo oggi, parrebbe chiaro che non ci sia più come in quell'anno ormai lontano un problema Ufo come problema pubblico, non vi è più la necessità di testimoniare quel problema, di discuterlo e di scriverne, magari di risolverlo, perché è diventato "socialmente marginale" proprio nonostante l'ampiezza dei mezzi di comunicazione messi a disposizione.
Gli Ufo sono semplicemente un riempitivo nell'ambito della bulimia della comunicazione, se ne stanno lì come tante altre non-notizie a fare la loro parte, e sono decisamente notizie minori rispetto al passato, quando erano argomenti di novità.

Certo oggi siamo pervasi dall'immaginario ufologico, ma siamo talmente sommersi ed in modo pieno da Ufo & dischi volanti (cinema, pubblicità, usi quotidiani) che non sono più un problema da socializzare come problema scientifico. In altre parole tutti abbiamo un'idea di Ufo tanto che la faccenda non ha più bisogno di spiegazione da affidare agli scienziati. Gli Ufo sono inesorabilmente tra noi, socializzati in modo fictionale piuttosto che factionale.

Intanto, il problema che permane insito in questa spasmodica raccolta ufologica è lo stesso che vige per una collezione di farfalle: una collezione di farfalle non è uno studio entomologico, non è scienza. Qui non abbiamo neanche più una qualche sistematicità, un'aria di famiglia, se non quella depistante di ogni lucetta "ridimensionata" a lanterna cinese, anche in mancanza di prove.
Afferma Mari (in una comunicazione e-mail privata del 31 agosto): "Io reputo che il resto che circola tra i forum e blog non sia altro che la parte sommersa dell'iceberg che, attraverso i nuovi sbocchi informatici, trova nuova linfa di emersione, ma per una giusta valutazione statistica ciò deve essere correttamente valutato".
Il che potrebbe anche essere condivisibile, ma non sembra essere il fulcro del dibattito interno all'ufologia (se oggi ce n'è uno). Anche gli ufologi razionalisti sembrano spostare le valutazioni ad un tempo successivo in qui l'ondata sarà conclusa (c'è anche chi ne prevede la data di conclusione senza preoccuparsi di capire quando i lanci di lanterne si interromperanno).
Ma, fare scienza comporta fare scelte, e farle durante. L'ufologia se ne allontana, rifiuta una tale responsabilità, e nemmeno la delega.
Evidentemente tutti siamo d'accordo che molta casistica Ufo che emerge in questo 2009 riguarda lanterne cinesi, e quindi dovrebbe sorgere il problema di cosa sia "ufologicamente rilevante" (per utilizzare i termini usati da Mari che afferma che la presente ondata non lo sia). Si dovrebbe supporre che chi invece ridimensiona tutta la casistica Ufo a errori percettivi e fatti sociali, veda questa ondata come il vero fatto. Da qui forse l'entusiasmo che alcuni appassionati mostrano: ma c'è da dubitarne.
Un problema concreto è la mole di energie che l'identificazione di lanterne sta prendendo risucchiando in una sterile attività il tempo degli ufologi: invio formulari, identificazione dei negozi che vendono lanterne, precisazione dei tipi di lanterne, etc.
Un peccato che tante energie umane non possano trovare sfoghi più costruttivi, e peccato che tanti problemi sollevati dai testimoni vengano distratti dalle tenui luci di queste costruzioni di carta e che appunto tutto si concentri sul divertissement che si crea tra lanciatori di lanterne e catalogatori di lanterne.

Nico Conti, 21 settembre 2009

[Fonti principali : mailing-list dell'associazione CISU, Casi-Ufo; e-mails private Franco Mari, associazione CUN; Franco Mari, "ANNO 2009: È ONDATA DI SEGNALAZIONI UFO?", in http://wwww.suf-firenze.tk/%C2%A0; e-mails private Edoardo Russo, associazione CISU.
Immagine: lanterne tratte da "Jaeles's Blog", in http://jaeles.files.wordpress.com/2009/08/lantern_launch_1.jpg?w=400&h=300; e http://jaeles.me.uk/2009/08/23/fireworks-champions-at-belvoir-castle/ ]

ATTENZIONE: Il lancio di lanterne cinesi può procurare danni alle persone ed incendi alle aree boschive.


giovedì 17 settembre 2009

16 settembre 2009. IL RESTO DEL CARLINO ED "IL" SUPERBOLIDE

Il sito web del Resto del Carlino (FE) riporta la notizia del superbolide catturato dalla stazione di Ferrara dell'astrofilo Ferruccio Zanotti in data 20 giugno 2009.
La notizia è proposta al pubblico in modo eclatante circa un fenomeno che sappiamo più frequente di quanto sembra sottinteso dal giornale che lo tratta come "un fenomeno unico".
Ma, ben venga l'informazione sull'ottimo lavoro che l' "Italian Meteor and TLE Network" sta svolgendo:
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ferrara/2009/09/16/231910-sfreccia_superbolide_cielo.shtml

lunedì 14 settembre 2009

Agosto-Settembre 2009. MISCELLANEA SETTEMBRINA

Luglio 2009. MONITORANDO LO STRESS MECCANICO DELLE ROCCE
Sul fascicolo di luglio dell'"International Journal of Rock Mechanics and Mining Sciences" è apparso l'articolo:
Nardi Adriano & Caputo Michele, "Monitoring the mechanical stress of rocks through the electromagnetic emission produced by fracturing", riv. "International Journal of Rock Mechanics and Mining Sciences", 46(5), luglio 2009, pp. 940-945.
Il contributo degli stessi autori: "VLF signals emitted from rocks under different experimental conditions with particular reference to seismic precursors" era stato pubblicato in: Cabassi Renzo & Conti, Nico [eds.], "Proceedings: International Project Hessdalen Workshop", Lo Scarabeo, Bologna, 2006, pp. 144-155.

[Info: Roberto Labanti]

Agosto 2009. SPETTROGRAFIA DI LUCI TERRESTRI DI ORIGINE INCERTA (MARFA LIGHTs)
Sull'ultimo fascicolo dell'American Journal of Physics è stato pubblicato l'articolo di Karl D. Stefan (http://uweb.txstate.edu/~ks22/) :
Stephan Karl D.; Ghimire Sagar; Stapleton,William A.; & Bunnell James, "Spectroscopy applied to observations of terrestrial light sources of uncertain origin", riv. "American Journal of Physics", 77(8), agosto 2009, pp. 697-703.

L'articolo tratta delle difficoltà della spettrografia sulle supposte luci di Marfa durante 20 giorni di investigazione sul terreno, con un telescopio Schmidt-Cassegrain e una CCD-array per spettrografia.
L'articolo vuole dimostrare che l'analisi spettroscopica dell'assorbimento dell'ossigeno in atmosfera può essere usata per determinare le distanze di sorgenti a spettro-continuo con una accuratezza del 6%.
Gli autori ritengono di aver provato con sufficienti dati la possibilità, senza equivoci possibili, di dimostrare luci artificiali, fari di automobili e fuochi.

Karl D. Stephan, ha alcuni lavori sui Fulmini globulari ottenibili in rete:
1. "Burning molten metallic spheres: one class of ball lightning? <http://uweb.txstate.edu/~ks22/pdfs/JASTPhys_burning.pdf> ", di K. D. Stephan & N. Massey, riv. Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics, vol.
70 (2008), pp. 1589-1596.

2. "Electrostatic charge bounds for ball lightning models <http://uweb.txstate.edu/~ks22/pdfs/physscr_77_3_035504.pdf> ", di K. D. Stephan, riv. Physica Scripta, vol. 77, 035504 (5 pagine), marzo 2008.

3. "Microwave generation of stable atmospheric-pressure fireballs in air <http://uweb.txstate.edu/~ks22/pdfs/stephan_physreve06.pdf> ", di K. D. Stephan, riv. Physical Review E, vol. 74, no. 5, 055401(R) (4 pages), novembre 2006.

[info: Roberto Labanti; Renzo Cabassi, CIPH]

5 agosto 2009. UN TROLL SULLA REPUBBLICA CECA?
Il Troll (Transient Red Optical Luminous Lineament) è un poco frequente carattere morfologico di una manifestazione Sprite.
Mentre i tendrils dello sprite si muovono verso il basso, lo sferoide detto Troll sale verso l'alto.
Quello segnalato da Jozsef Bor non sembra essere un tipico caso di Troll, ma è comunque interessante nella casistica di EUROSPRITE, soprattutto se si pensa agli eventi TLE come a processi dotati di determinate caratteristiche morfologiche (sprites, halos, elves, troll, blue jet, etc.) : http://eurosprite.blogspot.com/2009/08/was-it-troll-crawling-up-above-czech.html

[redazione: Nico Conti; info: Renzo Cabassi, CIPH/SOSO]

8 Settembre 2009. I BOLIDI E IL PROGETTO SOSO
Catturare bolidi non è lo scopo principale del progetto CIPH/SOSO [che oggi come sappiamo conta due telecamere installate in località Idice (S. Lazzaro di Savena, BO) e a Medicina (BO].
Una attenzione particolare è ancora rivolta agli eventi luminosi più importanti quali i superbolidi (il progetto collabora allo studio del fisico Albino Carbognani a tale riguardo), mentre le meteore rimangono degli ottimi target per controllare la strumentazione: innesco dell'allarme, qualità immagine, parametri software ect..

I bolidi quindi sono degli "allarmi" ideali per testare un evento luminoso non prevedibile e dal movimento random. Attualmente SOSO2 di Medicina monta in parallelo due software: il programma linux studiato da Massimo Silvestri, ed il noto programma giapponese UFOcapture.

Sulla telecamera a Medicina Ufocapture è stato montato da poco tempo, e si è nella fase avanzata di test.
Nelle immagini qui accanto notiamo una delle tante meteore catturate dal sistema, e l'immagine della mascheratura di Ufocapture dei pixel caldi e delle stelle.
Il sistema SOSO2 è montato sullo shelter , la nuova Blue-box destinata a partire in futuro alla volta della valle di Hessdalen, dove da anni si svolge un progetto di monitoraggio delle cosiddette "luci di Hessdalen".

Il progetto Hessdalen, il caso più continuativo di studio strumentale di fenomeni luminosi "localizzati" (che sembrano avere una certa ricorrenza in una zona), ha in questi ultimi tempi attirato l'attenzione del GEIPAN francese (CNES).
Il GEIPAN è l'unico ente ufficiale in Europa per lo studio delle testimonianze Ufo, ed ora, sotto la nuova gestione di Yves Blanc si trova al bivio tra lo svolgimento di un buon lavoro di ufologia (in pratica inchieste sul terreno e loro archiviazione), ed una scelta scientifica più strutturata (strumentazione, pratiche
scientifiche, etc.).



[redazione Nico Conti; nelle immagini qui sopra: 1) un bolide catturato l'8 settembre 2009; 2) la mascheratura di Ufocapture; immagini proprietà CIPH/SOSO]

domenica 6 settembre 2009

5 settembre 2009. FUOCHI SUL BIENNIO DI SOSO

A due anni di distanza dalla prima serie di eventi TLE/Sprites catturati con la stazione SOSO (Idice, BO) a partire dal territorio italiano, un nuovo evento si presenta alla seconda stazione SOSO (Medicina), alla stessa data.
E' come, simbolicamente, se si trattasse di una celebrazione dei due anni a base di... fuochi d'artificio.
Sul Blog del comitato CIPH, Renzo Cabassi fa una sintesi dei successi raggiunti in questo campo dal progetto curato dal punto di vista tecnologico dal nostro Massimo Silvestri:
http://ciph-soso.blogspot.com/2009/09/due-anni-tra-gli-sprite.html
Infatti la notte del 5 settembre 2009, SOSO2 (Medicina) riprende ancora una volta uno sprite [vedi in basso a sinistra dell'immagine qui a fianco]; Roberto Labanti, come sempre ci darà unteriore informazioni di qui a breve, sul Blog CIPH/SOSO.

[info Renzo Cabassi, CIPH/SOSO]

giovedì 3 settembre 2009

3 settembre 2009. SEMINARIO SU SPRITE E TLE

Alla biblioteca dell'Università di Bologna, Dipartimento Chimica Fisica e Inorganica (DCFI) si è tenuto un seminario sui Transient Luminous Events.
Lo studioso di chimica degli Sprite, Enrico Arnone, ha presentato la relazione della studiosa Fernanda Sao Sabbas dell'Istituto Nazionale di Ricerca brasiliano, IMPE.
La ricercatrice oltre ad essere da diversi anni la principale ricercatrice in Brasile, collabora con i più importanti studiosi di TLEs nel mondo.
In particolare Sao Sabbas ha introdotto la storia degli Sprite, una storia molto recente che parte nel 1989, e lo sviluppo degli studi nel latino-america con particolare riferimento alle missioni brasiliane ed al progetto DEELUMINOS.
A conclusione del suo seminario la ricercatrice ha risposto ad una serie di domande degli intervenuti, ponendo l'accento sui problemi di innesco e di comprensione del processo dei fenomeni TLEs, possibili correlazioni con altri fenomeni, etc..
Piuttosto che una famiglia di fenomeni i TLEs (che assumono termini svariati quali sprites, elves, blue jet, etc.) sono sempre più da considerarsi come gli aspetti di un unico processo complesso, che di volta in volta può presentarsi con caratteristiche morfologiche diverse.


Qui di seguito si allega l'abstract del seminario:

ABSTRACT: Sprites are one of the optical manifestations of electrical energy deposition in the mesosphere by lightning activity in the troposphere. They were serendipitously discovered in 1989 and are now known to be mesospheric/D-region events associated with positive cloud-to-ground lightning flashes. Sprites are brief (< 16 ms) luminous structures extending from 50-90 km altitude, with lateral dimensions of 5-30 km. They are predominantly red in color; the predominant emissions are from the first positive bands of N2. They have been usually observed above large thunderstorm systems in association with positive cloud-to-ground (+CG) lightning. Observations obtained from the Space Shuttle, and during ground and aircraft campaigns conducted in the U.S., Peru, Central America, Australia, Japan, Europe, Taiwan, and Brazil have confirmed the global aspect these phenomena. The discovery of sprites initiated a new research area that addresses the electrical coupling of atmospheric layers, from the troposphere to the magnetosphere. A few years afterwards, new lightning induced optical phenomena were observed in the upper atmosphere and received the generic name of Transient Luminous Events, or TLEs. More recently, satellite observations have shown that thunderstorms are also regular producers of gamma ray burst with energies up to MeV, named Terrestrial Gamma Ray Flashes, TGFs, and also Neutral Flashes. This paper will review the current status of TLE research in South America, discussing all the ground-based and airborne observations performed in this continent up to date. It will focus on the results of the field campaigns performed in Brazil and on the characteristics of the TLE generating convective systems and on the meteorological scenario under which these systems developed. The scope of DEELUMINOS project, currently the only one supporting this research in Brazil, and the future perspectives of this new research area, both in Brazil and South America, will also be presented.

[foto Renzo Cabassi, CIPH]