martedì 20 aprile 2010

Aprile 2010. LUMINOSITA' MARINE ANOMALE: IL PUNTO DI HUYGHE SU EDGESCIENCE

L'associazione Society for Scientific Exploration, che raggruppa scienziati e studiosi di fenomeni inspiegati ed inusuali, pubblica nel numero di Aprile-Giugno della propria rivista EdgeScience , un articolo di Patrick Huyghe sulle luminosità marine anomale:

Huyghe Patrick, "Reports of Luminous Seas", riv. EdgeScience, nr. 3, Aprile-Giugno, 2010, pp. 13-16.

L'articolo tratta di una serie di testimonianze e della convinzione di alcuni scienziati ed oceanografi circa il fatto che questo fenomeno di bioluminescenza marina esista anche se è difficile dimostrarlo scientificamente.

In queste pagine si ricorda che lo studioso e divulgatore scientifico William R. Corliss, autore di "Lightning, Auroras, Nocturnal Lights and Related Luminous Phenomena", già da tempo ha raccolto numerosi avvistamenti tratti dalle osservazioni presenti nella letteratura scientifica della marina metereologica. Già Corliss spiegava che tale fenomeno è uno dei tanti praticamente trascurati dalla scienza.

[Info Roberto Labanti; fonte: http://www.scientificexploration.org/edgescienc/edgescience_03.pdf; per una immagine satellitare del fenomeno vedi: http://aem.asm.org/content/vol72/issue4/cover.dtl ]

lunedì 19 aprile 2010

MEETING ANNUALE DEI GEOSCIENZIATI EUROPEI (EGU) A VIENNA, IL 2-7 MAGGIO 2010; SI PARLERA' DEL GIGANTIC JET ITALIANO.

Tra il 2 ed il 7 Maggio 2010 i geoscienziati europei si incontrano per il convegno annuale dell'European Geoscience Union (EGU) a Vienna:
http://meetings.copernicus.org/egu2010/
Durante questo convegno, il mercoledì 5 Maggio 2010, Oscar van der Velde, Enrico Arnone , Ferruccio Zanotti , ed il GJ-Italy Team, presenteranno un'analisi del Gigantic Jet registrato da Ferruccio Zanotti (dell'Italian Meteor and TLE Network) il 12 Dicembre 2009.
Il Gigantic Jet, sviluppatosi ad Ovest di Ajaccio (Corsica) ha raggiunto una altitudine massima di 95 km con un fenomeno di "Trailing Jet" tra i 37 ed i 59 km.
Durante la fase del "Trailing Jet" si è sviluppato uno Sprite a corona (più basso del solito) ed un Halo a livello del Gigantic Jet (triggerato con un fulmine da nuvola a terreno).
Quattro minuti dopo l'evento principale si era formato un Elve straordinariamente brillante ed uno Sprite nella stessa posizione.
Una serie di analisi circa segnali ELF/VLF e risonanze di Schumann, ed eventuali altri dati saranno presentati durante la loro conferenza: "Multi-Instrumental Observations of a Gigantic Jet Produced by a Winter Thunderstorm in Europe".

[Info: Renzo Cabassi (CIPH-SOSO)]

giovedì 15 aprile 2010

Aprile 2010. MISCELLANEA

17-19 Marzo 2010. Maria Ines Palleiro tratta delle retoriche dello "straordinario" al Primo Colloquio Nazionale di Retorica (Buenos Aires)
Quando si tratta di narrazioni orali circa lo "straordinario" in realtà trattiamo di anomalie nella loro teorizzazione prescientifica.
Maria Ines Palleiro (UBA/CONICET; Argentina), durante il convegno "I Coloquio Nacional de Retórica, 17 -19 marzo 2010, organizzato dalla Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad de Buenos Aires " ha analizzato le narrazioni orali che concernono la dama fantasma e il Nahuelito (una sorta di mostro di Loch Ness testimoniato nel lago Nahuel Haupi).
Quali i punti in comune tra due narrative? Quali punti in comune tra lo straordinario del Nahuelito e le argomentazioni scientifiche nelle differenti narrative?
Palleiro ha sviluppato la sua relazione a partire da testimonianze da lei raccolte direttamente sul terreno...

31 Marzo 2010. Rospi sensitivi prima del terremoto dell'Aquila
La presenza anomala o la scomparsa di certe specie animali prima del terremoto, vanta una ampia narrativa popolare presente in ogni parte del mondo.
Anche per l'ultimo terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, non mancano simili testimonianze dal sapore un po’ fortiano che gli studiosi non dovrebbero trascurare.
Dei rospi (Bufo Bufo) con una particolare sensibilità sarebbero scomparsi prima del terremoto a l'Aquila, tanto da far parlare il giornalista inglese Steve Connor di "supersense".
Connor racconta, nell'articolo sul web del 31 Marzo 2010, "Toads with a super sensitive side hopped it before l'Aquila quake", che alcuni scienziati intenti a studiare questi anfibi, in un lago a circa 74 km dalla città, li hanno visti sparire in massa improvvisamente, prima della scossa di terremoto di magnitudo 6.3.
Lo studioso di precursori sismici Cristiano Fidani ci informa che non lontano da quello stesso lago è stato osservato il comportamento anomalo di grossi lombrichi, trovati morti all'interno dell'aula della scuola primaria di S. Vittoria in Matenano (la notiziola è riportata anche al sito web: http://www.alboscuole.it/Articolo.aspx?stato=art&cod=45356swyzup45u0kbypycb4xdc1vj855-225010&CI=19228tastwi3knht0c1450waweony713-169804).

[info: Roberto Labanti; Cristiano Fidani]

5 Maggio 2010. Un corso dell'antropologo Patricio Parente sull'esplorazione dello "straordinario"
Al Centro Culturale Borges (Buenos Aires), a partire dal 5 Maggio 2010 si terra un corso dell'antropologo Patricio Parente dal titolo "Explorando lo extraordinario. Viaje ciencia y conocimiento".

Parente cercherà di dare alcune risposte a domande come: il mondo delle scienze e quello delle credenze sono così distinti? Si può comprendere il soprannaturale? Quale contributo può dare l'Antropologia alla risposta a questo tipo di domande?

Una serie di viaggi in diverse regioni dell'Argentina e del mondo, hanno messo Parente in contatto con le testimonianze di esperienze sia quotidiane che straordinarie, legate a diverse geografie, culture e storie...

lunedì 12 aprile 2010

FORNOVO DI TARO, 21 APRILE 2010: CONVEGNO SU FENOMENI LUMINOSI IN ATMOSFERA E PRECURSORI SISMICI

La regione della valle del fiume Taro ( prov. di Parma) è una di quelle poche regioni del mondo dove gli studiosi hanno collocato degli strumenti andando a monitorare quelle zone in cui vi erano state più frequenti testimonianze di Fenomeni Luminosi in Atmosfera.
Spesso questi fenomeni luminosi sono stati messi in correlazione con gli eventi sismici.
Il geologo Valentino Straser che si è lungamente occupato di questi fenomeni ha organizzato un incontro con dibattito dal titolo "Fenomeni Luminosi in Atmosfera e precursori sismici: una nuova frontiera per la scienza?", che si terrà presso il Cinema Lux, il mercoledì 21 Aprile 2010, alle ore 20.00, a Fornovo di Taro (Parma).
Oltre a Straser interverranno James Bunnel, esperto delle "luci di Marfa" in Texas, e l'astrofisico Massimo Teodorani.

[Info: Renzo Cabassi, CIPH, http://ciph-soso.blogspot.com/2010/04/fenomeni-luminosi-in-atmosfera-e.html ]

giovedì 8 aprile 2010

LA PROSPETTIVA DI UN SETI LOCALE- PHILIPPE AILLERIS SU ACTA ASTRONAUTICA

A seguito della sua partecipazione alla Conferenza SETI che si era tenuta a Parigi nel settembre del 2008, lo studioso Philippe Ailleris si era reso disponibile ad un incontro tra i responsabili del Project Hessdalen norvegese con l'organismo pubblico francese il Geipan (Groupe d'Etudes et d'Information sur les Phenomenes Aerospatiaux Non-identifiés) presso i Radiotelescopi di Medicina (Bologna), dove sotto l'egida del comitato privato CIPH (Comitato Italiano per il Project Hessdalen) si era parlato di un progetto comune di ricerca scientifica sulle luci di Hessdalen e fenomeni analoghi.
L'incontro tra il Geipan diretto da Yves Blanc, alcuni ricercatori francesi (Cogeipan), i responsabili del Project Hessdalen norvegesi, ed i tecnologi del CIPH, si realizzò concretamente il 2 Luglio 2009, come primo step di analisi di fattibilità.
A questo incontro Ailleris partecipò con una sua relazione sulla storia di ricerche simili a quelle de Project Hessdalen facendo un ottima introduzione al convegno.
L'auspicio di Ailleris era quello che il Geipan francese, senza trascurare le testimonianze di coloro che avevano osservato Ufo, rivolgesse parte delle sue risorse ad una ricerca strumentale, simile a quella realizzata ad Hessdalen, in una ricerca congiunta con i norvegesi e gli italiani.

Ora, la connessione sviluppata da Ailleris tra il programma SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) e la ricerca strumentale sugli UAP (Unidentified Aerial Phenomena) della tipologia perseguita a Hessdalen, può sembrare difficilmente praticabile concettualmente sia dallo scienziato tradizionale SETI che dall'appassionato ufologo.
I primi tendono a porre l'esistenza di intelligenze extraterrestri lontane da noi, in uno spazio profondo possibilmente ad anni-luce dalla Terra, mentre la maggior parte degli ufologi è convinta della possibilità che extraterrestri siano già giunti fino a noi, e quindi le testimonianze Ufo altro non sarebbero che una delle soluzioni al noto "Paradosso di Fermi".
Ailleris, che già ci aveva ampiamente intrattenuto sull'argomento dei "fields experiments" degli ultimi cinquant'anni, durante l'incontro a Medicina del 2 Luglio dello scorso anno, torna ora sull'argomento attraverso un ampio articolo sulla rivista "Acta Astronautica".
La premessa del suo articolo "The lure of local SETI: fifty years of field investigations" è semplice: 50 anni fa, prima del primo volo dello Sputnik e delle prime ricerche radioastronomiche di intelligenze extraterrestri attraverso il progetto SETI, l'idea di vita intelligente nel nostro universo era molto più diffusa.
Da allora il fascino dello Spazio è andato via via descescendo, e la mancanza di risultati del SETI ha generato non poche disillusioni.
Prima dello Sputnik, afferma Ailleris, tutti avrebbero scommesso su una qualche forma di vita all'interno del nostro sistema solare.
Salvo una certa ripresa dell'idea nell'ultimo periodo, anche la nascente disciplina dell'esobiologia non ha fatto altro che ridurre la probabilità di vita extraterrestre a ben poca cosa, come ad es. microorganismi o poco più.
Al contrario, l'ipotesi extraterrestre per spiegare gli Ufo dei nostri cieli è periodicamente risalita alla superficie delle possibilità.
Sonde extraterrestri potrebbero essere giunte fino a noi.
Questa possibilità è molto forte all'interno della nostra cultura, tanto che a partire dal 1950, diversi progetti di osservazione strumentale si sono avvicendati, sia di tipo pubblico che privato, cercando di stabilire se qualche tipo di "oggetto" esisteva e solcava la nostra atmosfera.

Nel suo articolo Ailleris traccia la storia, non esaustiva, di questi studi di tipo scientifico senza nascondere la storia dei loro insuccessi: Project Twinkle (USA. 1950), Project Magnet (CANADA, 1953), Detecteurs Magnetiques (FRANCIA, 1963), Toppendish Study (USA, 1972), Project Identification (USA, 1973), Operation Identification (BELGIO, 1990) e, ultimo ma non ultimo, il Project Hessdalen (NORVEGIA, 1984).
Molti di questi progetti, nati dall'interesse o dall'entusiasmo scatenato da una ondata Ufo molto localizzata, sono andati poi esaurendosi nella loro spinta propulsiva, per le più svariate ragioni tra le quali anche la mancanza di finanziamenti adeguati alla strumentazione necessaria.
Tra tutti questi tentativi fa eccezione il Project Hessdalen, che è riuscito a mantenersi vivo fino ad oggi, e che appunto per questo Ailleris considera un progetto pilota a cui devolvere risorse supplementari.
Un tale tipo di progetto è interessante a livello scientifico perchè potrebbe far scoprire un nuovo fenomeno, extraterrestre o naturale che sia.
Ecco perché Ailleris può parlare di un "SETI locale", mantenendo il suo discorso nell'ambito dei confini della scienza.

Ailleris Philippe, "The lure of local SETI: fifty years of field investigations", riv. "Acta Astronautica", doi:10.1016/j.actaastro.2009.12.011, 2010
[fonte: www.elsevier.com/locate/actaastro]

[Nella foto in alto: a sinistra Bjorn G. Hauge (Project Hessdalen), al centro Philippe Ailleris, a destra Yves Blanc (Geipan), in una pausa a Medicina, luglio 2009]

venerdì 26 marzo 2010

Marzo 2010. MISCELLANEA

18 Marzo 2010. In fondo al lago di Garda per studiare le scosse
Alcuni ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dell'Ingv e dell'Università dell’Insubria, diretti da Crescenzo Violante, hanno condotto rilievi geofisici nel lago di Garda per studiarne la sismicità. I primi risultati sono stati presentati il 18 Marzo 2010, durante una conferenza stampa presso la Comunità del Garda ed hanno attestano possibili fenomeni paleo-sismici.
A tali risultati preliminari ha contribuito l'analisi delle anomalie dette pockmarks.
I pockmarks sono depressioni emisferiche di varia dimensione e profondità la cui formazione è messa in relazione a emissioni fluide di natura gassosa o di acque interstiziali. In alcuni casi possono essere associati a campi di gas.
Nel caso del lago di Garda hanno un diametro variabile dai 18 ai 200 m e profondità comprese tra 0.5 e 10 m.
Questi pockmarks sono localizzati a Sud della secca del Vò ed allineati in modo da formare depressioni di lunghezza superiore al chilometro. La loro formazione è con ogni probabilità da mettere in relazione ad una estesa attività idrotermale che interessa quest'area ed in particolare la penisola di Sirmione.
I pockmarks furono presi a spiegazione durante un'ondata di osservazioni Ufo nel 1978, che si era sviluppata in Adriatico sotto forma di luci.
In particolare Pietro Vittorio Curzi pubblicò diversi lavori, sviluppando ampiamente questa ipotesi esplicativa dei fenomeni luminosi.

[Info: Renzo Cabassi; fonte: Maria Teresa Dimitri, Ufficio stampa CNR, www.stampa.cnr.it]

[A proposito del lavoro di Curzi si veda ad es.: Curzi P.V. e Veggiani A., "I pockmarks nel mare Adriatico Centrale", Acta Nat. ŒAteneo Parmense, nr. 21, 1985, pp. 79-90]

[Nell'immagine in alto pockmark; fonte: http://www.martinhovland.com/pockmarks-filer/1.htm]

Giuliani e la sua verità sul terremoto
Come si è detto in queste pagine, il recente terremoto dell'Aquila ha messo in movimento un grande numero di articoli nel mondo scientifico, come mai prima d'ora, che hanno trattato di precursori sismici e della loro possibilità di aiutarci a prevenire le catastrofi dei terremoti.
Durante i primi soccorsi a l'Aquila aveva avuto ampio spazio la notizia che un tecnologo, Giampaolo Giuliani, aveva presisto le scosse del terremoto attraverso l'analisi della presenza di radon (un elemento non nuovo ad essere imputato come precursore sismico).
Ne è nata una grande discussione mediatica sulla qualità delle previsioni di Giuliani della quale è ancora difficile oggi fare una sintesi.
Mentre siamo in attesa degli articoli scientifici di Giuliani, il tecnologo esce con un libro scritto a quattro mani con il giornalista Alfredo Fiorani:

Giuliani Giampaolo, "L'Aquila 2009. La mia verità sul terremoto", Castelvecchi, 2010.
[ http://www.ibs.it/code/9788876153723/giuliani-giampaolo/aquila-2009-mia.html ]

26-28 Aprile 2010. Prossimo il Convegno a l'Aquila dell'IAGA sulle osservazioni elettromagnetiche e gravimetriche del sisma del 6 Aprile 2009
Lo IAGA (International Association of Geomagnetism and Aeronomy) é l'organizzazione internazionale che l'anno scorso ha organizzato a Sopron, in Ungheria, una importante sessione dal titolo "Electrodynamical coupling from the troposphere to the magnetosphere related to thunderstorm electrical activity".
Dal 26 al 28 Aprile 2010 si terrà presso l'Università dell’Aquila, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Consorzio Area di Ricerca in Astrogeofisica, all'Aula Magna “Vincenzo Rivera” (Tensostruttura Polo Universitario di Coppito) un convegno sulle anomalie dei terremoti.
Ad un anno dall’evento che ha sconvolto la città dell'Aquila questo convegno scientifico si svolgerà anche per contribuire alla rinascita sociale e culturale della città.

[Fonte:http://www.iagaitalia.it/it/convegno-sisma.asp]

[Per le informazioni contenute in questa Miscellanea si ringraziano in particolare, Maurizio Morini, Renzo Cabassi e Cristiano Fidani]

giovedì 25 marzo 2010

Aprile 2010. NUOVO ORIONE: A CACCIA DI TLE

Nelle pagine del numero 215 (Aprile 2010) della rivista di divulgazione astronomica Nuovo Orione spicca un articolo di Diego Valeri, studioso dell'atmosfera ed in particolare dei fenomeni vorticosi.
In questo articolo "Guardando sopra le nubi: a caccia di TLE", Valeri fa un'ampia disamina dei fenomeni luminosi TLE (quelli che mi piace chiamare "la famiglia degli Sprite").
Si tratta di quattro pagine molto ben scritte dove tra l'altro si incitano gli astrofili ad abbasssare il loro sguardo sopra le nubi e a monitorare questa famiglia di fenomeni luminosi osservabili strumentalmente a partire dalla stratosfera fino alle quote atmosferiche più elevate.
Egli tra l'altro suggerisce alcune zone di monitoraggio che potrebbero essere interessanti per quegli astrofili che volessero abbordare i TLE (Transient Luminous Events), in particolare: la Pianura Padana, il settore Nord-Est della Penisola, il medio Tirreno, le Puglie e infine l'Appennino Umbro-marchigiano ed il settore Calabro-siciliano.
Un incitamento alla ricerca che speriamo sia raccolto da qualche astrofilo, specialmente al sud d'Italia dove mancano ancora stazioni di rilevamento ottico.

Valeri Diego, "Guardando sopra le nubi: a caccia di TLE", Cielo e Terra, riv. Nuovo ORIONE, nr. 215, Aprile 2010, pp. 58-61.