giovedì 17 settembre 2009

16 settembre 2009. IL RESTO DEL CARLINO ED "IL" SUPERBOLIDE

Il sito web del Resto del Carlino (FE) riporta la notizia del superbolide catturato dalla stazione di Ferrara dell'astrofilo Ferruccio Zanotti in data 20 giugno 2009.
La notizia è proposta al pubblico in modo eclatante circa un fenomeno che sappiamo più frequente di quanto sembra sottinteso dal giornale che lo tratta come "un fenomeno unico".
Ma, ben venga l'informazione sull'ottimo lavoro che l' "Italian Meteor and TLE Network" sta svolgendo:
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ferrara/2009/09/16/231910-sfreccia_superbolide_cielo.shtml

lunedì 14 settembre 2009

Agosto-Settembre 2009. MISCELLANEA SETTEMBRINA

Luglio 2009. MONITORANDO LO STRESS MECCANICO DELLE ROCCE
Sul fascicolo di luglio dell'"International Journal of Rock Mechanics and Mining Sciences" è apparso l'articolo:
Nardi Adriano & Caputo Michele, "Monitoring the mechanical stress of rocks through the electromagnetic emission produced by fracturing", riv. "International Journal of Rock Mechanics and Mining Sciences", 46(5), luglio 2009, pp. 940-945.
Il contributo degli stessi autori: "VLF signals emitted from rocks under different experimental conditions with particular reference to seismic precursors" era stato pubblicato in: Cabassi Renzo & Conti, Nico [eds.], "Proceedings: International Project Hessdalen Workshop", Lo Scarabeo, Bologna, 2006, pp. 144-155.

[Info: Roberto Labanti]

Agosto 2009. SPETTROGRAFIA DI LUCI TERRESTRI DI ORIGINE INCERTA (MARFA LIGHTs)
Sull'ultimo fascicolo dell'American Journal of Physics è stato pubblicato l'articolo di Karl D. Stefan (http://uweb.txstate.edu/~ks22/) :
Stephan Karl D.; Ghimire Sagar; Stapleton,William A.; & Bunnell James, "Spectroscopy applied to observations of terrestrial light sources of uncertain origin", riv. "American Journal of Physics", 77(8), agosto 2009, pp. 697-703.

L'articolo tratta delle difficoltà della spettrografia sulle supposte luci di Marfa durante 20 giorni di investigazione sul terreno, con un telescopio Schmidt-Cassegrain e una CCD-array per spettrografia.
L'articolo vuole dimostrare che l'analisi spettroscopica dell'assorbimento dell'ossigeno in atmosfera può essere usata per determinare le distanze di sorgenti a spettro-continuo con una accuratezza del 6%.
Gli autori ritengono di aver provato con sufficienti dati la possibilità, senza equivoci possibili, di dimostrare luci artificiali, fari di automobili e fuochi.

Karl D. Stephan, ha alcuni lavori sui Fulmini globulari ottenibili in rete:
1. "Burning molten metallic spheres: one class of ball lightning? <http://uweb.txstate.edu/~ks22/pdfs/JASTPhys_burning.pdf> ", di K. D. Stephan & N. Massey, riv. Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics, vol.
70 (2008), pp. 1589-1596.

2. "Electrostatic charge bounds for ball lightning models <http://uweb.txstate.edu/~ks22/pdfs/physscr_77_3_035504.pdf> ", di K. D. Stephan, riv. Physica Scripta, vol. 77, 035504 (5 pagine), marzo 2008.

3. "Microwave generation of stable atmospheric-pressure fireballs in air <http://uweb.txstate.edu/~ks22/pdfs/stephan_physreve06.pdf> ", di K. D. Stephan, riv. Physical Review E, vol. 74, no. 5, 055401(R) (4 pages), novembre 2006.

[info: Roberto Labanti; Renzo Cabassi, CIPH]

5 agosto 2009. UN TROLL SULLA REPUBBLICA CECA?
Il Troll (Transient Red Optical Luminous Lineament) è un poco frequente carattere morfologico di una manifestazione Sprite.
Mentre i tendrils dello sprite si muovono verso il basso, lo sferoide detto Troll sale verso l'alto.
Quello segnalato da Jozsef Bor non sembra essere un tipico caso di Troll, ma è comunque interessante nella casistica di EUROSPRITE, soprattutto se si pensa agli eventi TLE come a processi dotati di determinate caratteristiche morfologiche (sprites, halos, elves, troll, blue jet, etc.) : http://eurosprite.blogspot.com/2009/08/was-it-troll-crawling-up-above-czech.html

[redazione: Nico Conti; info: Renzo Cabassi, CIPH/SOSO]

8 Settembre 2009. I BOLIDI E IL PROGETTO SOSO
Catturare bolidi non è lo scopo principale del progetto CIPH/SOSO [che oggi come sappiamo conta due telecamere installate in località Idice (S. Lazzaro di Savena, BO) e a Medicina (BO].
Una attenzione particolare è ancora rivolta agli eventi luminosi più importanti quali i superbolidi (il progetto collabora allo studio del fisico Albino Carbognani a tale riguardo), mentre le meteore rimangono degli ottimi target per controllare la strumentazione: innesco dell'allarme, qualità immagine, parametri software ect..

I bolidi quindi sono degli "allarmi" ideali per testare un evento luminoso non prevedibile e dal movimento random. Attualmente SOSO2 di Medicina monta in parallelo due software: il programma linux studiato da Massimo Silvestri, ed il noto programma giapponese UFOcapture.

Sulla telecamera a Medicina Ufocapture è stato montato da poco tempo, e si è nella fase avanzata di test.
Nelle immagini qui accanto notiamo una delle tante meteore catturate dal sistema, e l'immagine della mascheratura di Ufocapture dei pixel caldi e delle stelle.
Il sistema SOSO2 è montato sullo shelter , la nuova Blue-box destinata a partire in futuro alla volta della valle di Hessdalen, dove da anni si svolge un progetto di monitoraggio delle cosiddette "luci di Hessdalen".

Il progetto Hessdalen, il caso più continuativo di studio strumentale di fenomeni luminosi "localizzati" (che sembrano avere una certa ricorrenza in una zona), ha in questi ultimi tempi attirato l'attenzione del GEIPAN francese (CNES).
Il GEIPAN è l'unico ente ufficiale in Europa per lo studio delle testimonianze Ufo, ed ora, sotto la nuova gestione di Yves Blanc si trova al bivio tra lo svolgimento di un buon lavoro di ufologia (in pratica inchieste sul terreno e loro archiviazione), ed una scelta scientifica più strutturata (strumentazione, pratiche
scientifiche, etc.).



[redazione Nico Conti; nelle immagini qui sopra: 1) un bolide catturato l'8 settembre 2009; 2) la mascheratura di Ufocapture; immagini proprietà CIPH/SOSO]

domenica 6 settembre 2009

5 settembre 2009. FUOCHI SUL BIENNIO DI SOSO

A due anni di distanza dalla prima serie di eventi TLE/Sprites catturati con la stazione SOSO (Idice, BO) a partire dal territorio italiano, un nuovo evento si presenta alla seconda stazione SOSO (Medicina), alla stessa data.
E' come, simbolicamente, se si trattasse di una celebrazione dei due anni a base di... fuochi d'artificio.
Sul Blog del comitato CIPH, Renzo Cabassi fa una sintesi dei successi raggiunti in questo campo dal progetto curato dal punto di vista tecnologico dal nostro Massimo Silvestri:
http://ciph-soso.blogspot.com/2009/09/due-anni-tra-gli-sprite.html
Infatti la notte del 5 settembre 2009, SOSO2 (Medicina) riprende ancora una volta uno sprite [vedi in basso a sinistra dell'immagine qui a fianco]; Roberto Labanti, come sempre ci darà unteriore informazioni di qui a breve, sul Blog CIPH/SOSO.

[info Renzo Cabassi, CIPH/SOSO]

giovedì 3 settembre 2009

3 settembre 2009. SEMINARIO SU SPRITE E TLE

Alla biblioteca dell'Università di Bologna, Dipartimento Chimica Fisica e Inorganica (DCFI) si è tenuto un seminario sui Transient Luminous Events.
Lo studioso di chimica degli Sprite, Enrico Arnone, ha presentato la relazione della studiosa Fernanda Sao Sabbas dell'Istituto Nazionale di Ricerca brasiliano, IMPE.
La ricercatrice oltre ad essere da diversi anni la principale ricercatrice in Brasile, collabora con i più importanti studiosi di TLEs nel mondo.
In particolare Sao Sabbas ha introdotto la storia degli Sprite, una storia molto recente che parte nel 1989, e lo sviluppo degli studi nel latino-america con particolare riferimento alle missioni brasiliane ed al progetto DEELUMINOS.
A conclusione del suo seminario la ricercatrice ha risposto ad una serie di domande degli intervenuti, ponendo l'accento sui problemi di innesco e di comprensione del processo dei fenomeni TLEs, possibili correlazioni con altri fenomeni, etc..
Piuttosto che una famiglia di fenomeni i TLEs (che assumono termini svariati quali sprites, elves, blue jet, etc.) sono sempre più da considerarsi come gli aspetti di un unico processo complesso, che di volta in volta può presentarsi con caratteristiche morfologiche diverse.


Qui di seguito si allega l'abstract del seminario:

ABSTRACT: Sprites are one of the optical manifestations of electrical energy deposition in the mesosphere by lightning activity in the troposphere. They were serendipitously discovered in 1989 and are now known to be mesospheric/D-region events associated with positive cloud-to-ground lightning flashes. Sprites are brief (< 16 ms) luminous structures extending from 50-90 km altitude, with lateral dimensions of 5-30 km. They are predominantly red in color; the predominant emissions are from the first positive bands of N2. They have been usually observed above large thunderstorm systems in association with positive cloud-to-ground (+CG) lightning. Observations obtained from the Space Shuttle, and during ground and aircraft campaigns conducted in the U.S., Peru, Central America, Australia, Japan, Europe, Taiwan, and Brazil have confirmed the global aspect these phenomena. The discovery of sprites initiated a new research area that addresses the electrical coupling of atmospheric layers, from the troposphere to the magnetosphere. A few years afterwards, new lightning induced optical phenomena were observed in the upper atmosphere and received the generic name of Transient Luminous Events, or TLEs. More recently, satellite observations have shown that thunderstorms are also regular producers of gamma ray burst with energies up to MeV, named Terrestrial Gamma Ray Flashes, TGFs, and also Neutral Flashes. This paper will review the current status of TLE research in South America, discussing all the ground-based and airborne observations performed in this continent up to date. It will focus on the results of the field campaigns performed in Brazil and on the characteristics of the TLE generating convective systems and on the meteorological scenario under which these systems developed. The scope of DEELUMINOS project, currently the only one supporting this research in Brazil, and the future perspectives of this new research area, both in Brazil and South America, will also be presented.

[foto Renzo Cabassi, CIPH]


lunedì 27 luglio 2009

25 luglio 2009- SOPRALLUOGO AL BROWN MOUNTAIN, NORD CAROLINA

Il Brown Mountain, nel Nord Carolina, ha una lunga tradizione di avvistamenti di luci misteriose e ben pochi approcci scientifici.
La storia di queste luci è dunque tutta da ricostruire, così come una ricerca strumentale.
Le basi della storia (e del folklore) delle luci ricorrenti del Mountain Brown parrebbero essere molto precedenti a quella "ufficiale" iniziata il 23 settembre del 1913, quando i giornali locali parlarono di queste luci che da diversi anni disturbavano la gente del luogo.
La stampa di allora rendeva noto che un'inchiesta dei ricercatori del U.S. Geological Survey si era appena conclusa determinando che le luci erano causate dai riflessi dei fari della locomotiva che transitava nella Catawba Valley, a sud della montagna.
Non entrerò qui nell'analisi dettagliata di questo breve studio "scientifico", ma di certo la spiegazione frettolosa dei geologi accorsi sul luogo, non convinse i testimoni che continuarono a riportare negli anni successivi il fenomeno. Siamo ancora una volta posti di fronte al problema di "luci ricorrenti" in una determinata zona e alla difficoltà di dimostrarne l'esistenza scientificamente.
Il nostro Paolo Matarazzo, informatico, il 25 luglio 2009 ha svolto un primo sopralluogo nella zona, per ricostruire i punti di osservazione e farsi una idea concreta dei luoghi. Ne sono uscite una serie di testimonianze interessanti, e foto magnifiche del paesaggio.
In questa breve notizia allego una foto del Brown Mountain, dal Wiseman "lookout" (e la mappa di Google), che si raggiunge attraverso una strada non asfaltata di 4 miglia...

[fonte e copyright della foto Paolo Matarazzo]

sabato 25 luglio 2009

24 luglio 2009. SOSO2 A MEDICINA, BOLOGNA, CATTURA IL SUO PRIMO SPRITE

La stazione SOSO2 di Medicina (BO), recentemente installata da Massimo Silvestri del CIPH, ha catturato oltre una serie di bolidi anche il suo primo evento SPRITE:
http://ciph-soso.blogspot.com/2009/07/sprite-del-24-luglio-2009-da-medicina.html
SOSO2 montato sullo shelter destinato a Hessdalen, Norvegia, per monitorare la valle a partire dal prossimo anno, era in fase di test, e l'immagine è risultata un poco sfuocata.

[fonte Roberto Labanti, CIPH-SOSO]

martedì 7 luglio 2009

Luglio 2009. MISCELLANEA

Luci non identificate e Lanterne Cinesi

Da diversi mesi si assiste al fatto che gruppi di luci dal colore giallo-rossastro, apparentemente poco più grandi che stelle, vengono riportate con più frequenza del solito da osservatori occasionali, che in mancanza di termini le definiscono come Ufo e a volte attribuiscono loro un comportamento intelligente.
In effetti in certa casistica queste luci sembrano muoversi in gruppo con una certa coordinazione, che piuttosto che essere attribuita agli spostamenti di vento è attribuita ad una intelligenza che manovrerebbe il fenomeno: gli immancabili extraterrestri.
La diatriba è vecchia quanto i vecchi arnesi dei fuochi fatui, attribuiti a luci di lanterne, gufi luminosi, etc. oppure, con la stessa facilità, a intelligenze spiritiche e anime di morti.
Ora almeno teoricamente queste luci avvistate odiernamente possono essere davvero delle lanterne cinesi, ma qui scatta il problema della prova.
Inizialmente si era ritenuto che i cinesi che vivono in Italia fossero coloro che liberavano nei nostri cieli queste lanterne per festeggiare il loro anno nuovo. Ma ben presto ci si è resi conto che queste luci apparivano ai testimoni durante tutto l'arco dell'anno. Allora il problema di questi Ufo diventa ancora più triviale: trovare luoghi dove le lanterne sono commercializzate (su internet lo sono in diversi siti) e trovare gli autori dei lanci; ma per ora la ricerca è stata vana ed i negozianti ne sono sprovvisti.
In mancanza di questa piccola prova empirica molti esperti ufologi continuano comunque ad identificare tali luci con lanterne cinesi, d'ufficio.
Qualcuno dovrebbe dirmi dove sono finiti i fuochi fatui prima ed i fulmini globulari dopo: possibile che si sia sempre trattato di lanterne cinesi? Anche questa certo è una possibilità, per quanto la documentazione faccia supporre che ci debba essere anche altro che non semplici errori percettivi e testimoni ingannati dalle loro credenze.
Il problema dell'immagine come prova scientifica di fenomeni sfuggenti come ad esempio i fulmini globulari persiste.
L'indiscernibilità tra lanterne cinesi e fulmini globulari dovrebbe rendere evidente agli ufologi che i loro strumenti non sono adatti a catturare la realtà complessa degli Ufo, ma nemmeno questi semplici palloni di carta…

Allego alcune immagini di lanterne cinesi [fonte: Andrea Bovo]:
http://www.ufotuscia.it/video/ufo-ba-color.avi
http://www.ufotuscia.it/video/ufo-ba1.avi
http://www.ufotuscia.it/video/ufo-ba2.avi

[Immagine in alto a sinistra "Hitodama" giapponese (fulmine globulare); fonte: "Fireballs, a History of Atmospheric Phenomena"]

Luglio 2009. Le Monde Diplomatique, dossier "Gli extraterrestri tra scienza e cultura popolare"

Lo sbarco degli extraterrestri sulla nota rivista francese "Le Monde Diplomatique", è già un accadimento in sé, quando poi la rivista dedica 5 pagine ad un dossier sugli extraterrestri e gli Ufo il fatto assume un rilievo che va ben oltre il piccolo mondo ufologico o quello dello scalpore mediatico (spesso fuoriluogo) che avvolge la tematica.
Eppure nell'ambiente degli ufologi francesi il fatto non ha trovato che la motivazione a sviluppare una ampia gamma di querelles marginali e personalismi (come avrebbe dovuto essere un tale dossier, chi avrebbe dovuto scriverci e cosa, etc.).
Strano che, una volta tanto che il problema degli Ufo viene affrontato come un problema scientifico e politico uguale agli altri, sia proprio nell'ambiente da cui sembra nascere la sollecitazione a prendere gli Ufo sul serio, che si sviluppano le maggiori critiche.
La prima pagina del dossier titola "les extraterrestres entre science et culture populaire" e sottotitola "Au Japon le ministre de la défense s'inquiète" a firma Odaira Namihei (p. 11).
A partire dalle paure di una possibile invasione extraterrestre del ministro giapponese nel 2007, l'autore traccia un simpatico articolo tra fantascienza e realpolitik per concludere che la vera minaccia, appena sottintesa, è quella dell'arma nucleare nord-coreana.
Nella seconda e terza pagina (pp. 12-13) in "Ovnis et théorie du complot", il sociologo Pierre Lagrange torna a trattare l'argomento della teoria del complotto messa in atto tra una parte degli ufologi, per "spiegare" l'esistenza degli Ufo e la difficoltà della prova.
In un secondo articolo "La guerre des mondes n'a pas eu lieu" , Lagrange ripropone la sua tesi secondo la quale il famoso scherzo radiofonico di Orson Welles del 1932, sull'invasione dei marziani, non aveva creato alcun panico sociale.
Si tratta in realtà di una leggenda, che nessuno si è mai preso la briga di verificare…
Infine nelle ultime 2 pagine (pp. 14-15) Serge Lehman firma l'articolo "De la science-Fiction nomme laboratoire métaphysique", dove conclude che uno degli scopi della fantascienza è quello di elaborare "dans la douleur" i lineamenti di un nuovo modo di pensare al nostro futuro…

12 luglio 2009. A Radio France International Pierre Lagrange parla della sociologia delle parascienze e della propria biografia

L'intervista in francese è dispobibile all'URL:
http://www.rfi.fr/radiofr/editions/072/edition_40_20090712.asp
Lagrange fa riferimento tra l'altro allo studio delle luci di Hessdalen.

15 luglio 2009. Monde Diplomatique e Manifesto

il 15 luglio u.s. è uscito in edicola (e vi rimarrà fino a settembre), come allegato redazionale del quotidiano "Il Manifesto", il numero 7 dell'anno XVI, datato luglio 2009, dell'inserto "Monde diplomatique/Il Manifesto".
Si tratta dell'edizione italiana della rivista mensile francese che, nel numero di luglio 2009 presenta il dossier "Les extraterrestres entre science et culture populaire" con articoli di Odaira Namihei, Pierre Lagrange, Serge Lehman, Evelyne Pieller, Alain Gresh, nell'edizione italiana reso come "Extraterrestri tra scienza e cultura popolare" (pp. 11-15).

[Fonte: Roberto Labanti]

La ristampa di "Nuova Atlantide" (Francis Bacon)

La casa editrice Bur Rizzoli, ristampa la famosa opera dello scienziato dei primi del 600, Francis Bacon, uno dei padri della "scienza moderna".
Si tratta di un racconto di anticipazione, un romanzo utopico dove con la scusa di Atlantide lo scienziato traccia alcune indicazioni su un futuro che lui immagina governato da una oligarchia di scienziati, laddove Platone aveva messo a governare nella sua Repubblica i filosofi (che poi altroo non erano che gli uomini di scienza del tempo).
La prefazione a questa prima edizione tascabile è di Giuseppe Schiavone, storico e membro del Centro di Ricerca sull'Utopia dell'Università del Salento.
Questa opera baconiana, seppur non scientifica, viene considerata una delle più importanti di Bacon. Quello che a me preme sottolineare è il legame tra il mito di Atlantide e gli scienziati della nuova scienza sperimentale nascente.
Spesso oggi il mito di Atlantide viene messo in relazione con un pensiero irrazionale, limitato a credenze che affondano nei miti più disparati, in altre parole uno dei tanti argomenti pseudoscientifici da opporre alla razionalità della scienza.
Eppure se andiamo a vedere l'epoca in cui nascono i nostri concetti di modernità, razionalità, ed oggettività della scienza da laboratorio, ci possiamo rendere conto che tale mito è quasi fondante per scienziati come Bacon.
Atlantide appartine molto di più ai razionalisti di quanto non osiano credere i razionalisti di oggi.
Scrive Schiavone: "Bacon credeva che in numerosi miti antichi fosse presente una misteriosa conoscenza allegorica.." e ancora: "... i miti, benché fossero più antichi dell'argomentazione razionale, erano ancora usati, perchè spesso avevano una maggiore capacità di persuasione" (p. LXXIV).
Alla radice delle teorie dei continenti perduti (Atlantide, Mu, etc.) cercherete senza speranze qualche proto-teosofico e troverete invece qualche uomo di scienza "moderno".

Schiavone Giuseppe [a cura di], Bacon Francis, "Nuova Atlantide", BUR Rizzoli, maggio 2009.